Ecco come e perché le feste natalizie ci tolgono il sonno

Veglioni, incombenze, ritmi sballati, troppo alcol e troppo cibo: se state aspettando il Natale per recuperare sonni arretrati, potreste rimanere delusi.

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Dormire? Se ne riparla a gennaio.|Shutterstock

Se state arrivando al Natale già in debito di sonno, questa notizia non vi piacerà: il periodo festivo è, al contrario di quanto si potrebbe pensare, deleterio per i nostri ritmi sonno-veglia. Per capire perché, occorre partire dai meccanismi biologici che ci permettono di addormentarci.

 

Come spiega su The Conversation Kevin Morgan, psicologo a capo della Clinical Sleep Research Unit della Loughborough University (Gran Bretagna), il sonno umano è governato da tre meccanismi: l'omeostasi, cioè quel principio per cui più a lungo restiamo svegli, più aumenta la pressione a dormire; i ritmi circadiani tarati su giornate di 24 ore e sull'alternanza giorno-notte; e i fattori psicologici che ci calmano prima di andare a dormire.

 

Niente di regolare. Nei giorni feriali, talvolta una di queste funzioni è disturbata - perché facciamo tardi o abbiamo dormito durante il giorno, per il cambio dell'ora o per qualche preoccupazione - ma in genere viene presto ripristinata.

 

Durante le feste, tuttavia, tutti e tre i meccanismi vengono messi "sotto attacco". La domanda di sonno e l'offerta non collimano: cene e veglioni impongono di rimanere svegli più a lungo del solito, ma non è detto che al mattino si abbiano a disposizione ore per recuperare. Chi ha figli piccoli o parenti in visita si trova a comprimere le necessità in meno ore di veglia.

 

I ritmi circadiani faticosamente stabiliti durante l'anno non vengono rispettati: sveglie, allenamenti, orari di pranzo e di cena cambiano o saltano. E recuperare ore di sonno al mattino, alla lunga, non ci fa necessariamente sentire più riposati. Aspettative e ansia legati al ritorno a casa o all'incontro con parenti più o meno vicini possono ritardare il sonno - chi non ricorda almeno un'accesa discussione natalizia?

 

Pieni fino all'orlo. A tutto questo, occorre aggiungere due fattori di disturbo onnipresenti: cibo e alcol (entrambi in eccesso). Le abbuffate possono causare insonnia, e anche le sbornie, dopo la sonnolenza iniziale, sfociano in un sonno disturbato, caratterizzato da risvegli improvvisi.

 

Come rimediare? Poiché da parenti, vino e indigestioni non si scampa, provate a compensare con qualche breve pisolino diurno, e dormite mattutine solo leggermente più lunghe del solito. Poi, fortunatamente, tornerà gennaio.

 

22 Dicembre 2017 | Elisabetta Intini