Ho scoperto... l'acqua calda! 9 studi inutili (o quasi)

Siamo più felici il venerdì sera o il lunedì mattina? Ci si fa più spesso male da sobri o da sbronzi? Anche la ricerca apparentemente più ovvia e superflua può dare un piccolo contributo alla Scienza.

Alcuni ricercatori hanno analizzato l'umore degli abitanti di Rochester (New York) nelle diverse fasi della settimana. Come prevedibile, la maggior parte degli intervistati ha dichiarato di sentirsi benone tra il venerdì sera e la domenica pomeriggio, e accusare invece uno strano malessere all’inizio della settimana. Secondo Richard M. Ryan, autore dello studio, durante il week end stiamo meglio perché non dobbiamo rispondere ad alcun “capo”, ma solo a noi stessi, con più tempo da trascorrere con la famiglia e in attività gratificanti. A cosa è servito: Lo studio ha confermato i benefici che il tempo libero può dare a umore e salute. Non solo: misurare queste ripercussioni consentirà di studiare soluzioni che permettano ottenere gratificazioni personale anche durante la settimana, con effetti (si spera) anche in termini di produttività. “Weekends, Work, and Well-Being”, Journal of Social and Clinical Psychology.

Non serve certo un dottorato per intuire che far esplodere la vetta di una montagna con la dinamite (dopo averla accuratamente disboscata) possa nuocere all'intero ecosistema. Eppure quella appena descritta è una delle tecniche più recenti per raggiungere giacimenti profondi di carbone. A mettere in luce una per una le disastrose conseguenze del metodo estrattivo, diffuso soprattutto sui monti Appalachi (tra Canada e Stati Uniti), è stato studio dell'Università del Maryland. Oltre a far sparire le foreste e favorire il rischio di inondazioni e frane, la pratica avvelena i corsi d'acqua locali, riempiendoli di detriti ricchi di selenio, gli stessi che provocano anche serie conseguenze sulla salute come cancro ai polmoni, problemi al cuore e al fegato.

A cosa è servito:
Il governo del presidente Obama ha deciso di limitare drasticamente le aree in cui questa tecnica estrattiva è permessa proprio grazie alle conclusioni di questo studio, il più completo sul tema mai svolto finora.

L'auspicio della comunità scientifica è che la pratica venga abolita del tutto e si lasci spazio a metodi estrattivi più moderni e rispettosi dell'ambiente.

"Mountaintop Mining Consequences", Science, Gennaio 2010

Se più che un insegnante di educazione fisica il vostro sembrava un addestratore militare - con tanto di fischietto e gergo da caserma - è probabile che non abbiate un ottimo ricordo dell'ora di ginnastica delle medie. E che questa esperienza abbia in qualche modo scoraggiato in voi la passione per lo sport.

Per indagare gli effetti spiacevoli che un insegnante di ginnastica sadico può generare nei suoi allievi, William Strean dell'Università di Alberta (Canada) ha sottoposto 24 soggetti adulti a una serie di domande riguardo la loro esperienza con la ginnastica a scuola e l'amore per l'attività fisica. Molti di loro hanno riferito di avere un pessimo ricordo di quei momenti e in generale è risultato un forte legame tra le esperienze negative riportate e il disamore per lo sport una volta cresciuti.

A cosa è servito:
Con il 24% dei bambini italiani tra i 6 e gli 11 anni in sovrappeso (in base agli ultimi dati forniti dall'Associazione italiana di dietetica e nutrizione clinica) quella per l'attività fisica è una passione da incentivare a tutti i costi. Partire da un insegnante di ginnastica comprensivo e preparato sarebbe già un ottimo inizio.
Fai sport? Scopri quante calorie bruci in questo multimedia

"Remembering Instructors: Play, Pain and Pedagogy", Qualitative Research in Sport and Exercise, Novembre 2009

Decine di studi scientifici hanno già ampiamente dimostrato come chi si ubriaca corra un pericolo più alto di rimanere coinvolto in qualche brutto incidente (oltre ad altri rischi per la salute propria e di eventuali "eredi").

Le statistiche reali di quel rischio, però, fanno impressione: utilizzando i dati raccolti dal College Health Intervention Projects, una ricerca effettuata su quasi 13 mila studenti che monitora i problemi legati al consumo di alcol, Marlon Mundt dell'Università del Wisconsin ha evidenziato che per i ragazzi, il rischio di farsi male aumenta del 19% nei giorni in cui consumano 8 o più drink. Per le ragazze, spesso meno spericolate ma anche meno resistenti all'alcol, le probabilità di ferirsi salgono al 10% in più rispetto alla norma se consumano 5 o più drink.

I ragazzi tendenzialmente sobri, invece, sono finiti meno spesso dei loro coetanei al pronto soccorso.

A cosa è servito:
Conoscere le percentuali di rischio infortuni in relazione alla quantità di alcol consumata può essere utile per effettuare campagne di prevenzione: metà degli incidenti stradali in Italia è dovuta all'eccesso di alcol e un conducente ubriaco su tre ha meno di 28 anni (dati presentati a maggio dall'Automobile Club d'Italia).

"Extreme College Drinking and Alcohol-Related Injury Risk", Alcoholism: Clinical and Experimental Research, Settembre 2009

Vi fa più piacere rammentare momenti felici o tristi della vostra vita? Se la risposta vi sembra scontata sappiate che per alcuni ricercatori non è così. Un team di scienziati dell'Università di Auckland si è preso la briga di valutare quanto i ricordi positivi siano radicati nella memoria di persone più o meno anziane. Due gruppi di volontari di età diversa, il primo tra i 19 e i 31 anni e il secondo tra i 61 e gli 80 anni, sono stati sottoposti a risonanza magnetica funzionale mentre osservavano fotografie che ritraevano situazioni positive, negative o neutre. Le immagini negative (come quella di una persona ferita da un proiettile) hanno suscitato in tutti le medesime attivazioni cerebrali; davanti a quelle positive, invece, nei cervelli degli anziani è stato osservato un legame più stretto tra le regioni deputate all'elaborazione delle emozioni e quelle responsabili della memoria. Come se invecchiando, i ricordi positivi divenissero più "forti" e consolidati nella nostra mente. Nei più giovani non è stata notata questa forte connessione.

A cosa è servito:
Prima d'ora si sapeva che gli anziani amano ricordare i bei tempi andati della loro giovinezza, ma non si conoscevano le basi biologiche di questa caratteristica. La scoperta potrebbe aiutare a capire se esistano differenze nella formazione dei ricordi tra gli anziani affetti da depressione e quelli con una visione più positiva della vecchiaia.

Come vivere fino a cent'anni? I consigli di chi ci è arrivato


"There Are Age-Related Changes in Neural Connectivity during the Encoding of Positive, but Not Negative, Information", Cortex, Aprile 2010

Bisticciare per chi deve lavare i piatti è un fatto abbastanza naturale, per chi vive con un fratello o una sorella. Ed è altrettanto normale che in caso di battibecchi, il rapporto possa temporaneamente incrinarsi. Due ricercatrici dell'Università del Missouri e di Rochester hanno intervistato 115 coppie di fratelli di età compresa tra gli 8 e i 20 anni, cercando di capire come i loro litigi potessero influenzare la qualità del rapporto. È emerso che mentre i conflitti legati a una questione di "equità" (tipo: chi porta fuori il cane stasera?) non sembrano mettere a rischio la relazione, quelli che coinvolgono il rispetto dei relativi spazi (come per esempio, infastidire la sorella durante la sua festa di compleanno) indicano mancanza di dialogo e scarsa fiducia nell'altro, fattori che alla lunga possono logorare un legame.

A cosa è servito:
Lo studio di questi conflitti famigliari potrebbe aiutare a comprendere meglio l'origine di comportamenti patologici sviluppati durante l'adolescenza come ansia, depressione e scarsa stima di sé.
I fratelli maggiori sono più intelligenti?

"'Who Said You Could Wear My Sweater?' Adolescent Siblings' Con?icts and Associations with Relationship Quality", Child Development, Marzo/Aprile 2010

Usare carta igienica riciclata potrà farci sentire a posto con la nostra coscienza ecologica, ma se andiamo a comprarla con un'auto rubata, forse c'è qualcosa che non quadra! In altre parole, comprare "verde" non è sinonimo di rettitudine morale. Uno studio dell'Università di Toronto ha dimostrato che talvolta chi fa una spesa ecosostenibile si ammanta di una pretesa superiorità che aumenta la tendenza a rubare e mentire (ne abbiamo anche parlato sul sito: vai alla news). Rispettare l'ambiente, almeno al supermercato, inorgoglirebbe a tal punto da giustificare qualche altro "vizietto".

A cosa è servito:
Un numero sempre maggiore di consumatori si sta convertendo a consumi ecosostenibili. Il punto, ora, è educare le nuove generazioni a tutelare l'ambiente senza per questo pensare "di essere i migliori". In altre parole: spesa verde sì, ma senza darsi troppe arie.

"Do Green Products Make Us Better People?", Psychological Science, Marzo 2010

Lo dicono il buon senso e una sfilza di studi scientifici: rispondere al cellulare mentre si guida è deleterio per la sicurezza nostra e degli altri. Qualcuno che riesca a unire le due cose senza procurare troppi danni però esiste: sono i pochi eletti, dotati di eccezionali capacità di concentrazione, individuati in uno studio che farà discutere.

Jason M. Watson and David L. Strayer dell'Università dello Utah hanno chiesto a 200 volontari in un simulatore di guida di memorizzare sequenze di parole e risolvere semplici problemi di matematica mentre cercavano di a seguire la strada. Come è facile immaginare, il 97,5% dei soggetti ha fallito miseramente in almeno uno dei compiti. Il restante 2,5% ha svolto invece i compiti assegnati senza battere ciglio, dimostrando "poteri" di concentrazione sconosciuti ai più.

A cosa è servito:
Riuscire a comprendere che cosa ci sia alla base di questo raro "dono" potrebbe fornire agli scienziati preziose informazioni sul funzionamento del nostro cervello. Numerose teorie negano l'esistenza dei maghi del multitasking, ma poiché lo studio sembra averli finalmente individuati, è ora di capire che cosa li rende "speciali". Soggetti con simili capacità potrebbero essere indirizzati verso professioni che richiedono eccezionali doti d'attenzione, come per esempio, il pilota militare.

"Supertaskers: Profiles in Extraordinary Multi-tasking Ability", Psychonomic Bulletin & Review, Marzo 2010

L'incapacità di regolare le proprie emozioni in un contesto sociale come quello della classe può essere spia, in un bambino, di future difficoltà di natura psicologica.
Per insegnare agli studenti come gestire i propri stati d'animo, un team di ricercatori dell'Università di Rochester e di Miami ha insegnato a 226 alunni di varie fasce di età particolari tecniche di controllo delle emozioni come la respirazione profonda, o la capacità di fermarsi a pensare a quello che si vuole fare prima di agire.
I risultati sono stati sorprendenti: in meno di 3 mesi, i provvedimenti disciplinari sono calati del 46%, e le allieve femmine hanno mostrato un miglioramento nelle relazioni sociali.

A cosa è servito:
Lo studio potrebbe aiutare a trovare metodologie più dolci per seguire gli studenti con disturbi comportamentali, che spesso vengono semplicemente bollati come poco disciplinati. La terapia potrebbe giovare anche agli studenti più tranquilli della classe, che con compagni più docili non dovrebbero più risentire delle continue interruzioni dalla didattica.

"Intervention to Strengthen Emotional Self-Regulation in Children with Emerging Mental Health Problems: Proximal Impact on School Behavior", Journal of Abnormal Child Psychology, Luglio 2010

Alcuni ricercatori hanno analizzato l'umore degli abitanti di Rochester (New York) nelle diverse fasi della settimana. Come prevedibile, la maggior parte degli intervistati ha dichiarato di sentirsi benone tra il venerdì sera e la domenica pomeriggio, e accusare invece uno strano malessere all’inizio della settimana. Secondo Richard M. Ryan, autore dello studio, durante il week end stiamo meglio perché non dobbiamo rispondere ad alcun “capo”, ma solo a noi stessi, con più tempo da trascorrere con la famiglia e in attività gratificanti. A cosa è servito: Lo studio ha confermato i benefici che il tempo libero può dare a umore e salute. Non solo: misurare queste ripercussioni consentirà di studiare soluzioni che permettano ottenere gratificazioni personale anche durante la settimana, con effetti (si spera) anche in termini di produttività. “Weekends, Work, and Well-Being”, Journal of Social and Clinical Psychology.