La scienza delle scale mobili

I pigri hanno ragione (e la scienza lo conferma): camminare o correre sulle scale mobili non è efficiente. Milioni di milanesi si sono sbagliati per anni?

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Folla sulle scale mobili: meglio correre sulla corsia di sinistra o aspettare pazientemente? | Ziggy Creative Colony / Flickr

Chi frequenta stazioni ferroviarie, centri commerciali e metropolitane lo sa bene: le scale mobili hanno una regola non scritta, molto precisa, secondo la quale chi non ha fretta deve occupare il lato di destra del nastro, per lasciare libera la "corsia di sorpasso", a sinistra, per chi vuole correre senza perdere nemmeno un minuto.

 

Eppure, secondo la scienza, gli arrampicatori di sinistra non solo non contribuirebbero a un corretto deflusso del traffico sulle scale mobile, ma creerebbero un vero e proprio tappo che rallenta tutta la coda.

 

La rivincita dei pigri. Nel 2011 un gruppo di ricercatori dell’università di Greenwich si è occupato della fisica delle scale mobili ed è riuscito a stabilire che, in media, il 25% degli utilizzatori è fatto da agili camminatori, mentre il 75% da trasportati passivi.

 

Allocare il 50% della capacità di carico dell’impianto per il 25% dei passeggeri è già di per sè uno spreco, al quale va aggiunto il fatto che i camminatori mantengono tra loro una distanza maggiore rispetto a quella dei passivi che, tendenzialmente, occupano tutti gli scalini disponibili.

 

La prova sul campo. Forti di questo studio, i responsabili della metropolitana di Londra lo scorso novembre hanno condotto un esperimento nella stazione di Holborne, utilizzata ogni anno da 56 milioni di persone.

 

Obiettivo del test era quello di scoraggiare gli arrampicatori e favorire un utilizzo ottimale degli spazi delle scale mobili.

 

I ricercatori hanno utilizzato dei megafoni per chiedere ai passeggeri di non camminare sugli impianti, hanno invitato le coppie a tenersi per mano occupando tutta la larghezza degli scalini e hanno mescolato al pubblico alcune "pattuglie di disturbatori" il cui compito era quello di bloccare lo scorrimento a sinistra.

 

Insomma, hanno attuato tutti quei comportamenti che fanno innervosire l’arrampicatore-tipo che potete trovare sulle scale mobili della metropolitana di Milano all’ora di punta.

 

Che ci crediate o no i risultati empirici (ossia "reali") hanno confermato la teoria: le scale mobili così bloccate hanno trasportato in media 112,5 persone al minuto contro le 81,2 trasportate di solito.

 

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La dura vita dello scienziato. Come l’hanno presa i londinesi? Secondo quanto riportato dal Guardian, molto male: i passeggeri della tube (nomignolo inglese per "metropolitana") non hanno lesinato una buona dose di improperi ai danni dei poveri ricercatori per l’imposizione di un comportamento percepito come stupido, inutile e assolutamente non migliorativo rispetto al solito.

 

Nessuno degli arrampicatori si è insomma sentito gratificato dall’aver sacrificato qualche secondo del proprio tempo a vantaggio degli altri, che hanno fatto meno fila alla base delle scale mobili.

 

E gli psicologi lo confermano: cambiare le regole di comportamento delle persone, soprattutto le abitudini consolidate e apparentemente legate a un vantaggio personale molto preciso (arrivo prima) è molto, molto difficile.

 

11 febbraio 2016 | Rebecca Mantovani