La scienza della solitudine

Libera la creatività, rende più produttivi e dà libero sfogo alle idee: elogio scientifico della capacità di stare da soli, che non equivale a essere solitari.

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Ogni tanto è necessario.|notnyt, Flickr

Quante volte riusciamo a stare davvero soli - niente mail, niente WhatsApp, nessuna chiamata o connessione Wi Fi nei paraggi? Nell'era digitale, non accade quasi mai. Studi scientifici hanno dimostrato che preferiremmo ricevere una scossa, anziché rimanere per 15 minuti in balia dei nostri pensieri.

 

Ma saper star bene da soli non significa patire la noia o essere antisociali. Come spiega un'analisi pubblicata su Quartz, se è vero che l'ispirazione e la contaminazione con le idee altrui sono indispensabili, è necessario ritagliarsi regolari spazi di solitudine, per lasciar sedimentare le informazioni e trovare soluzioni creative ai problemi.

 

Dall'arte alla scienza. Della necessità della solitudine come un modo per "confrontarsi ogni giorno con l'eternità o con la sua mancanza" scrisse Ernest Hemingway nel discorso che fece pronunciare in sua vece accettando il Premio Nobel per la Letteratura, nel 1954. Ma anche Steve Wozniak, cofondatore della Apple, sostiene che molti inventori e ingegneri, così come gli artisti, lavorino meglio in solitudine.

Evidenze sperimentali. La ricerca scientifica supporta queste affermazioni. Molti studi sottolineano gli effetti dannosi della solitudine - intesa come isolamento sociale - sulla salute; diverso è ritagliarsi alcuni spazi per star bene da soli, un processo necessario, per esempio, per un brainstorming più produttivo, o per lasciare che la mente vaghi in quell'apparente stato di distrazione che stimola creatività e pensiero laterale.

 

Parte della crescita. Mihaly Csikszentmihalyi, uno psicologo ungherese autore di numerosi studi sulla creatività, ha scoperto che gli adolescenti che hanno difficoltà a rimanere da soli hanno meno probabilità di sviluppare abilità creative. Altri studi evidenziano come i teenager si sentano meno a disagio quando sono da soli, una condizione fondamentale per dare libero sfogo al pensiero creativo.

 

Solitari si diventa. Come allenarsi a stare bene da soli? Una possibilità è provare a trascorrere più tempo all'aria aperta, in un contesto rurale e tranquillo. Uno studio del 2012 condotto su 56 adulti ha dimostrato che 4 giorni di immersione nella natura migliorano le capacità di problem solving del 50%.

 

una scelta illuminata. Se proprio non potete lasciare l'ufficio, potreste seguire i vostri capi a seguire la prassi di Intel, che dal 2007 ha introdotto per 300 ingegneri di due filiali americane 4 ore di "tempo per pensare" ogni martedì mattina, lontani da mail, cellulari e chiacchiere con i colleghi. I vantaggi in termini di produttività sono tali, che la pratica potrebbe presto estendersi a macchia d'olio.

 

 

06 Aprile 2016 | Elisabetta Intini