Psicologia

La musica fa bene al cervello degli adolescenti

Suonare uno strumento aiuta in campi che non hanno a che fare con la musica. Peccato che nelle scuole italiane la musica sia da sempre la cenerentola tra le discipline.

Suonare uno strumento “allena” il cervello. È stato ripetuto talmente tante volte da diventare quasi un luogo comune. Uno studio appena pubblicato sulla rivista PNAS aggiunge nuovi dettagli al quadro, in particolare rafforzando l’idea che fare musica faccia bene anche se si comincia “tardi”, da adolescenti.

Orchestra in classe. La nuova ricerca ha seguito un gruppo di studenti dell’area di Chicago all’ingresso alle scuole superiori, quando hanno cominciato a imparare a suonare uno strumento in una band di classe, due-tre ore la settimana. All’ultimo anno di scuola, alcuni aspetti del sviluppo neurologico dei ragazzi sono stati paragonati a quelli di un altro gruppo di adolescenti che avevano invece seguito un programma di sola attività fisica per l'intero percorso scolastico.

Da misurazioni dell’attività elettrica del cervello, i ricercatori hanno osservato che gli studenti che si erano dedicati alla musica avevano una sensibilità migliore nel riconoscere i suoni del linguaggio rispetto ai loro compagni e mostravano risposte del cervello ai suoni più rapide.

Musica e lingue. Secondo i ricercatori, la musica potrebbe dare un aiuto in più proprio nella capacità di processare le informazioni, specialmente quelle linguistiche, ritardando la chiusura di quella “finestra di opportunità” ritenuta più utile per imparare per esempio le lingue straniere. I benefici della musica, insomma, si estenderebbero al di là del suonare uno strumento.

Poco studiata. I ricercatori americani sottolineano che, in tempi di budget ristretti nelle high school statunitensi, è un peccato che spesso tocchi proprio alle lezioni di musica essere ridotte o sospese. Viene naturale il paragone con la situazione delle aule scolastiche italiane, dove la musica è da sempre la cenerentola tra le discipline, e nella maggior parte delle scuole superiori non è neppure contemplata come materia di insegnamento.

22 luglio 2015 Chiara Palmerini
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