Contatto fisico: a chi è proibito toccare, e dove

Una mappa del contatto fisico accettato o proibito tra uomini e donne, amici, parenti, sconosciuti...

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|Lions Gate/Courtesy Everett Collection/Contrasto

Dalla collaborazione tra l'università di Oxford e quella di Aalto (Finlandia) è nata una "mappa del corpo" che mostra quanto non ci piace il contatto fisico con gli estranei. Lo studio evidenzia che, con l'assottigliarsi dei gradi di parentela o conoscenza, sia gli uomini sia le donne sono sempre meno inclini ad accettare un contatto fisico.

 

Abbracciamoci forte. Come spiega Robin Dunbar, uno degli autori dello studio, «anche nell'era della comunicazione mobile e dei social media, il contatto fisico è importante per stabilire e mantenere i legami». Lo studio ha coinvolto oltre mille partecipanti distribuiti tra Gran Bretagna, Finlandia, Italia, Francia e Russia, ai quali è stato chiesto di segnalare mediante una serie di disegni in quali zone del corpo preferissero essere toccati quando si trovano in compagnia di una serie di altre persone, dal partner ai familiari, dagli amici fino agli sconosciuti di entrambi i sessi.

 

La mappa del contatto: in giallo le aree dove il contatto è permesso, in nero le "zone tabù". Clicca per ingrandire. | Aalto University/University of Oxford

Vietato toccare. Il risultato, scontato, è che nessuno ama il contatto fisico con estranei nelle parti più intime. Tuttavia, la ricerca rivela alcune differenze tra uomini e donne. Ad esempio (siete avvisati), mai toccare la testa o i piedi di un uomo sconosciuto: è quasi certo che non gradirà. Per le donne, alcune aree specifiche quali braccia, busto e testa diventano progressivamente più "accessibili" nei confronti dei conoscenti più stretti - in particolare genitori, amici e partner.

 

Curiosità (o stereotipo)?. Il gradimento è influenzato anche dal Paese di appartenenza: gli scienziati affermano infatti che, tra gli intervistati, i britannici si sono distinti per essere scarsamente inclini agli incontri ravvicinati.

 


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30 Ottobre 2015 | Davide Decaroli