7 modi in cui la mente ci inganna

Perché online siamo più disinibiti? Perché crediamo che i numeri del lotto obbediscano alla statistica? E cos'è l'effetto Tetris? Sette piccoli grandi bug della nostra mente.

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L'illusione dello schema. Siamo davvero razionali e agiamo in maniera consapevole o la nostra mente è vittima del pregiudizio, e agisce in base ad esso più spesso di quanto crediamo?
Gli psicologi hanno scoperto diversi “bias” cognitivi: errori di giudizio e automatismi della mente, che possono spingerci a prendere decisioni sbagliate o distorcere la nostra percezione della realtà.
Uno dei più noti è l'illusione dello schema che ci spinge a ritenere che ci sia uno schema laddove non c’è. Per esempio nel gioco del lotto, dove i numeri ritardatari attirano più puntate da parte dei giocatori, come se ubbidissero al caso invece che alla statistica: “il numero X non è uscito per mesi, dunque è più probabile che esca”.
L'illusione dello schema è dunque l'illusione che gli eventi casuali (come l’uscita di un numero) non siano realmente casuali ma rispondano a uno schema. E i giocatori d'azzardo ne sono le vittime principali.

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Effetto Alone. Altrimenti noto come effetto di Horn, è un inganno della mente che fa sì che un singolo punto debole o tratto negativo possa influenzare la percezione di una persona, marchio o qualsiasi altra cosa. Un esempio? L’idea molto diffusa tra gli elettori americani fino a qualche anno fa, che un Presidente andasse giudicato anche in base alla fedeltà coniugale, come se un marito infedele non fosse in grado di governare bene un Paese.
Poi è scoppiato lo scandalo Clinton-Lewinsky… E gli stessi americani hanno cambiato idea. Secondo un sondaggio condotto nel 2014, Clinton è il presidente più amato dell’ultimo quarto di secolo.

pigmalione

Effetto Pigmalione. Conosciuto anche con il nome di "profezia auto avverante" o come effetto Rosenthal è una forma di suggestione. Lo psicologo Robert Rosenthal sottopose un gruppo di alunni di una scuola elementare a un test d’intelligenza, comunicando risultati sbagliati ai loro insegnanti. Risultato: i bambini che gli insegnanti credevano fossero più intelligenti (anche se non era così) dopo un anno erano diventati i primi della classe: l’influenza positiva del test aveva aumentato l'autostima dei ragazzi e di conseguenza l’impegno scolastico.
Di fatto le persone tendono a conformarsi all'immagine che altri individui hanno di loro, sia essa un’immagine positiva che negativa. Vista da un'altro punto di vista è una forma di profezia che si auto avvera.
Chi era Pigmalione? (nella foto in un quadro di Jean-Baptiste Regnault)

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Effetto disinibizione online.Forse già lo conoscete. Si riferisce al modo in cui le persone si comportano su Internet: con meno ritegno rispetto alle situazioni del mondo reale ed è stato descritto per la prima volta dallo psicologo John Suler nel 2004: «Online, alcune persone si esprimono e agiscono più spesso e più intensamente che di persona». Secondo Suler è un fenomeno cognitivo molto evidente, rappresentato dall'allentamento delle restrizioni sociali e delle inibizioni che altrimenti sarebbero presenti in normale interazione faccia a faccia.
Online alcuni utenti di Internet mostrano una maggiore propensione alla lite (sui social) e alla catarsi emotiva (sui siti di dating).

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La superiorità illusoria. È un pregiudizio cognitivo che induce le persone a sovrastimare le proprie capacità positive e sottovalutare quelle negative. Risultato: più sono incompetenti in qualcosa, meno se ne rendono conto, e più ritengono di essere bravi a fare quella cosa e a giudicare chi la fa.
Noto anche come effetto Dunning-Kruger (dai due studiosi che lo hanno rappresentato nel 1999) è causato da un atteggiamento irrealisticamente favorevole verso se stessi.
Ci sono tre grandi categorie di illusioni positive: la valutazione gonfiata delle proprie capacità, l’ottimismo irrealistico per il futuro e l'illusione di controllo.
Prima di Dunning e Kruger altri studiosi avevano intuito questa distorsione della nostra mente. Non ultimo Charles Darwin, che scrisse «L’ignoranza genera fiducia più spesso della conoscenza».
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L’effetto Tetris. Se dedichiamo una grande quantità di tempo a una particolare attività, come per esempio il videogioco Tetris, potremmo iniziare a pensare e sognare influenzati da quest’attività. Lo ha dimostrato, tra gli altri, uno studio dello psichiatra di Harvard Robert Stickgold, nel 2000. Secondo gli psicologi, le persone che avevano giocato a Tetris per un periodo prolungato di tempo, si ritrovavano a pensare il mondo reale come una serie di forme componibili, come i tetramini (le figure del Tetris). L’effetto si estendeva dalle merci sugli scaffali del supermercato fino agli edifici in una strada. Questo perché la full immersion nel tetris, coinvolgerebbe un tipo di memoria simile a quello della memoria procedurale.

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L'effetto cheerleader. Noto anche come l'effetto attrattiva di gruppo, è il pregiudizio cognitivo che induce le persone a pensare che gli individui siano più attraenti in mezzo ad altre persone di bell'aspetto. Secondo gli psicologi si verificherebbe a causa della tendenza del cervello a calcolare le proprietà medie di un oggetto, durante la visualizzazione di un gruppo. In pratica, secondo gli scienziati, tendiamo a percepire i volti in un gruppo come un unico "volto medio" che riassume le caratteristiche delle singole facce.

L'illusione dello schema. Siamo davvero razionali e agiamo in maniera consapevole o la nostra mente è vittima del pregiudizio, e agisce in base ad esso più spesso di quanto crediamo?
Gli psicologi hanno scoperto diversi “bias” cognitivi: errori di giudizio e automatismi della mente, che possono spingerci a prendere decisioni sbagliate o distorcere la nostra percezione della realtà.
Uno dei più noti è l'illusione dello schema che ci spinge a ritenere che ci sia uno schema laddove non c’è. Per esempio nel gioco del lotto, dove i numeri ritardatari attirano più puntate da parte dei giocatori, come se ubbidissero al caso invece che alla statistica: “il numero X non è uscito per mesi, dunque è più probabile che esca”.
L'illusione dello schema è dunque l'illusione che gli eventi casuali (come l’uscita di un numero) non siano realmente casuali ma rispondano a uno schema. E i giocatori d'azzardo ne sono le vittime principali.