Psicologia

Il tempo che non passa mai

Una nuova ricerca affronta uno dei misteri della neurobiologia: la percezione del tempo che cambia in base alle circostanze...

Il tempo che non passa mai
Una nuova ricerca affronta uno dei misteri della neurobiologia: la percezione del tempo che cambia in base alle circostanze...

Fondamentale il ruolo svolto dalla risonanza magnetica nel progresso della conoscenza del cervello e delle facoltà mentali.
Fondamentale il ruolo svolto dalla risonanza magnetica nel progresso della conoscenza del cervello e delle facoltà mentali.

La percezione del tempo è cosa soggettiva e spesso il grado di attenzione che mettiamo nello svolgimento di un'azione cambia la nostra percezione della sua durata. Se ci si mette ad aspettare che l'acqua bolla in pentola, il tempo non passa mai: basta dedicarsi a qualsiasi altra attività e voilà… si può buttare la pasta. Solo sensazioni? Non più, specie da quando le facoltà mentali sono diventate oggetto di studio da parte della neurobiologia. Così, per esempio, le sensazioni si studiano "armati" di apparecchiature per le risonanze magnetiche, trovando le sedi del cervello a loro deputate.
Uno sguardo nel cervello. Jennifer T. Coull e i suoi colleghi presso il Laboratorio di Neurobiologia e Percezione (Marsiglia, Francia) sono riusciti a verificare come siano diverse le aree del cervello attivate quando si fa attenzione allo scorrere del tempo e quando si gode di un evento senza badare alle lancette dell'orologio. I dodici volontari sottoposti alla sperimentazione sono stati osservati - o meglio i loro cervelli sono stati scannerizzati - mentre concentravano la loro attenzione su alcune immagini. Le aree del cervello in cui convogliava l'attività cerebrale erano diverse nel caso in cui fosse loro chiesto di focalizzare l'attenzione sulla durata dell'immagine o sui suoi colori. Badando allo trascorrere del tempo, si attiva un circuito nell'area cortico-striatale, quella cioè che collega lo striato alla corteccia: sarebbe questa la zona che ci permetterebbe di percepire il tempo che passa, oltre che svolgere un ruolo chiave nel controllo del movimento e nella preparazione dell'azione.

(Notizia aggiornata all'8 marzo 2004)

5 marzo 2004
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