Psicologia

Il telefono cellulare in auto: traffico lento e insidioso? Colpa di chi parla!

Automobilisti indisciplinati o distratti continuano a usare il telefonino anche in mezzo al traffico. Rallentano l'andatura della loro auto, rivela una recente ricerca americana. Meglio così?...

Il telefono cellulare in auto: traffico lento e insidioso? Colpa di chi parla!
Automobilisti indisciplinati o distratti usano senza ritegno il telefonino anche in mezzo al traffico. In genere, rallentano la loro andatura di marcia, rivela una recente ricerca americana. Meglio così? Tutt'altro! Perché andare più piano non compensa il calo di attenzione, anzi...

di Andrea Porta, 9 gennaio 2008


Parlare al cellulare mentre si guida è pericoloso, ma che questa (cattiva) abitudine sia anche causa di ingorghi stradali... finora nessuno ci aveva pensato. L'idea è di uno psicologo dell'Università dello Utah (Usa), Dave Strayer, che ha recentemente completato una ricerca sull'argomento. La teoria è semplice: una persona intenta a parlare al cellulare o, peggio ancora, a "messaggiare" o a controllare la posta sul palmare, si rende conto del rischio e tende a procedere più lentamente. Risultato: traffico rallentato e code anche quando non ce n'è motivo!

Lo scorso anno una ricerca inglese aveva osservato il comportamento dei "chiacchieroni al volante" in undici città del Regno Unito, individuando in una sola settimana più di 500 guidatori al telefono senza auricolare (ritenuto più sicuro). In Italia la situazione non è meno grave: la Polizia Stradale ha emesso nel solo mese di marzo del 2007 più di 4.500 contravvenzioni per mancato uso dell'auricolare, accessorio che - benché consentito - non sembra ridurre di molto i rischi. Una ricerca presentata nel 2003 dall'Istituto Superiore di Sanità dimostra infatti che la libertà di movimento permessa dall'auricolare è decisiva solo quando la guida è "impegnativa", mentre in condizioni di traffico normali non sembrano esserci differenze.

L'AURICOLARE SERVE?

Ingorghi virtuali
Per verificare la sua ipotesi Strayer ha impiegato simulatori di guida e diversi volontari. I soggetti erano invitati a rispettare un limite di velocità di 65 miglia all'ora (circa 105 km/h), ma, a parte questo, erano liberi di guidare come preferivano. Per esempio, in caso di traffico intenso potevano scegliere se e quando superare le auto in colonna. «Abbiamo programmato il simulatore», spiega Strayer, «in modo che il traffico aumentasse regolarmente lasciando libera una corsia e ostruendone la parallela. In questo modo si veniva a creare una situazione in cui il soggetto sotto esame avrebbe potuto velocizzare la guida scegliendo la corsia meno trafficata.»

Pronti al telefono, meno alla guida
I risultati hanno confermato le ipotesi: in condizioni di traffico medio e intenso, i guidatori impegnati al cellulare (anche quelli "aiutati" dall'auricolare) tendevano a rimanere sulla corsia più affollata per evitare manovre che non sarebbero stati in grado di effettuare facilmente. Ma non solo: la loro velocità era mediamente di 3 km/h inferiore e impiegavano dai 15 ai 19 secondi in più per completare il percorso stabilito (circa 15 km). I numeri possono sembrare irrilevanti, ma bisogna vederli in termini di risultato cumulativo e in condizioni di traffico intenso.

Al volante come vecchi ubriachi
Il rallentamento alla guida pare dunque automatico, quando si guida parlando al telefono. In più, però, cala anche l'attenzione: secondo alcuni studi, guidare col cellulare riduce la capacità di reazione di un ventenne a quella di un settantenne (senza telefonino), e fa guidare come ubriachi. In una ricerca del 2006, lo stesso Strayer ha mostrato che i rischi connessi alla guida col cellulare possono essere addirittura superiori a quelli della guida in stato di ebbrezza. In quello studio, soggetti sobri intenti a telefonare, posti alla guida di simulatori, si erano dimostrati meno pronti a frenare in caso di emergenza, più lenti nelle partenze e meno capaci a mantenere le distanze di sicurezza rispetto a volontari alticci. Il risultato è un circolo vizioso: se è vero che la lentezza di riflessi rallenta il traffico, questo stesso rallentamento rende le strade ancora più pericolose.

9 gennaio 2008
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