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Il sesso non è l’anima del commercio

Un recente studio evidenzia come le pubblicità a sfondo sessuale non siano realmente più efficaci rispetto a quelle "caste". E le aziende corrono ai ripari.

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Ti lascia senza fiato... 1962: una nota marca di vodka comunicava così. | Classic Film / Flickr

Le pubblicità sexy e ammiccanti fanno vendere di più. O, almeno, così si dice... Perché sembra che non sia vero: a smentire quella che ormai può essere considerata una credenza popolare è uno studio condotto da un team di ricercatori della University of Illinois e recentemente pubblicato sull’International Journal of Advertsing.

 

Super studio. Charles Sandage e i suoi colleghi hanno condotto una meta-analisi su 78 studi effettuati su questo argomento tra il 1969 e il 2017 e sottoposti a peer review (verifica).

 

In totale queste ricerche hanno coinvolto oltre 17.000 consumatori di Stati Uniti, Europa, Australia e Asia, esposti a pubblicità di ogni tipo: dai cartelloni stradali ai banner, dalle pagine pubblicitarie di riviste e giornali agli spot televisivi.

 

Psicologia della pubblicità: i meccanismi che ci spingono a comprare (vedi). | REUTERS/Shannon Stapleton

Che marca era? Dallo studio emerge che le pubblicità a sfondo sessuale si ricordano più facilmente, ma non aiutano a ricordare la marca protagonista dello spot. Non solo: nei confronti di questi brand i consumatori sembrano anche più propensi a manifestare atteggiamenti negativi.

 

Il sesso non vende. E i sexy spot non sembrano in grado nemmeno di influenzare le vendite: «Non abbiamo rilevato nessun effetto sulle intenzioni d’acquisto dei consumatori», commentano i ricercatori.

 

Meno sorprendente il dato relativo al gradimento di queste pubblicità, che sembrano piacere molto agli uomini e molto meno alle donne.

 

dischi in vinile, copertine, censura
Sesso, droga e rock 'n' roll: 10 copertine di dischi censurate (vedi). |

Lo studio della University of Illinois conferma nella sostanza una ricerca condotta nel 2016 dalla società di rilevazione Ace Metrix sugli spot trasmessi durante le ultime sei edizioni del SuperBowl: l’analisi dei dati ha mostrato come gli annunci sexy fossero del 9% meno efficaci rispetto a quelli più casti.

 

Cast diva. Per questo motivo molte aziende, soprattutto negli Stati Uniti, sono corse ai ripari e nelle ultime versioni dei loro spot hanno eliminato i riferimenti sessuali troppo espliciti.

 

Tra i casi i più eclatanti quello di GoDaddy, email provider americano noto per le modelle poco vestite e ammiccanti protagoniste della sua pubblicità.

 

Già dallo scorso anno l’azienda ha completamente cambiato la propria strategia di comunicazione: «Siamo cresciuti», ha poi rivelato Barb Rechterman, marketing manager dell’azienda, quasi a voler dire che l'adolescenza e le relative tempeste ormonali erano ormai alle spalle.

 

5 luglio 2017 | Rebecca Mantovani