Il segreto della felicità? Mangiare in compagnia

Le cene di gruppo fanno bene al corpo e alla psiche. Lo rivela uno studio che certifica quello che gli uomini sanno dalla notte dei tempi: vivere in compagnia rende più felici.

1280px-pierre-auguste_renoir_le_moulin_de_la_galette
Mangiare in compagnia (come fanno i protagonisti in questo dipinto di Renoir) aumenta la sensazione di benessere.

C'è chi ama mangiare in solitudine direttamente dalla padella, chi  sdraiato sul divano con la tv accesa... La loro è vera gioia? I diretti interessati assicurano di sì. Eppure secondo gli studiosi mangiare regolarmente da soli non fa affatto bene. E a lungo andare si ripercuote sulla salute psicofisica.

 

Lo conferma anche un nuovo studio di Oxford Economics ripreso dal Guardian. I ricercatori hanno fatto un sondaggio su 8.250 cittadini britannici e costruito un "indicatore di benessere" (Living Well Index), dato dalla somma di una serie punteggi attribuiti a qualità del sonno, soddisfazione sessuale, quantità di tempo libero e - appunto - frequenza con cui si mangia in compagnia. Dalla ricerca è emerso che chi mangia da solo mette insieme 7,9 punti in meno, in termini di... felicità, rispetto alla media nazionale britannica (che è di 60,7, in una scala che va da 0 a 100).

Quando si mangia in gruppo secondo un recente studio il cervello rilascia endorfine che mettono di buon umore i commensali. | Richard Chung/Reuters

Aggiungi un posto a tavola. Sembrerebbe che mangiare in compagnia renda le persone più soddisfatte della propria vita e garantisca migliori probabilità di stare bene con se stessi.

 

Allo studio ha lavorato Robin Dunbar, docente di antropologia e psicologia all'università di Oxford che ha spiegato che «semplicemente non sappiamo» perché le persone che mangiano insieme siano più felici.

 

Quel che è certo è che pranzare con gli altri attorno a un tavolo favorisce il rilascio di endorfine da parte del cervello producendo in noi una piacevole sensazione di benessere. E che questo rituale sociale risulta imprescindibile, anche nelle nostre vite caotiche e piene di impegni.

Animali sociali. Il fatto che l'uomo sia un animale sociale lo dicevano già gli antichi Greci. Oggi altri studi confermano che le nostre relazioni vis a vis in alcuni casi possono rivelarsi addirittura una questione di vita o di morte.

 

Un'analisi di 148 studi epidemiologici qualche anno fa ha cercato di capire quali siano i fattori che favoriscono l'aspettativa di vita a un anno dall'infarto. Il risultato è stato esemplare: le persone con relazioni sociali più forti hanno una probabilità di sopravvivenza maggiore del 50% rispetto a quelle con relazioni sociali più deboli.

 

Nel lungo termine, a fare la differenza in positivo, sono infatti numero (e qualità) degli amici e la decisione di smettere di fumare. «Puoi mangiare quanto vuoi, bere l'alcol che vuoi, ma l'effetto è molto modesto rispetto agli altri due fattori», sostengono, convinti, gli studiosi...
 

10 Giugno 2018 | Giuliana Rotondi