Il mistero della bellezza

"Definire il bello è facile: è ciò che fa disperare". Così concludeva il filosofo francese Paul Valéry, mettendo l'accento sulle tante contraddizioni che trascina con sè la bellezza. La lotta disperata per raggiungerla e per conservarla oppure l'uso indiscriminato per sfruttarla dimostrano che a volte essere belli significa anche essere disperati.
Naturalmente ogni epoca e ogni luogo ha avuto e ha i suoi canoni. La stessa bellezza femminile e maschile è cambiata nei secoli. Pur senza una definizione univoca, la "bellezza" dunque esisterebbe, come tutto ciò che risveglia nell'uomo piacere, qualità e salute. Ma è sempre così?

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"Definire il bello è facile: è ciò che fa disperare". Così concludeva il filosofo francese Paul Valéry, mettendo l'accento sulle tante contraddizioni che trascina con sè la bellezza. La lotta disperata per raggiungerla e per conservarla oppure l'uso indiscriminato per sfruttarla dimostrano che a volte essere belli significa anche essere disperati.

Naturalmente ogni epoca e ogni luogo ha avuto e ha i suoi canoni. La stessa bellezza femminile e maschile è cambiata nei secoli. Pur senza una definizione univoca, la "bellezza" dunque esisterebbe, come tutto ciò che risveglia nell'uomo piacere, qualità e salute. Ma è sempre così?

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I Greci hanno fatto di ritmo e armonia le caratteristiche fondamentali della loro arte; proporzione e simmetria che, secondo alcuni, sarebbero valori quasi universali di bellezza. Il "quasi" è d'obbligo per un campo, come quello del gusto, dove soggettività e cultura fanno da padroni. Alcuni ricercatori avrebbero dimostrato come la reazione di fronte al bello sia unanime e risulti in un'emozione che nasce nelle zone più profonde del cervello (ipotalamo laterale). Questione di chimica? Non tutti sono d'accordo…
Nella foto l'ovale perfetto di una donna Afar, nomadi della Dancalia, regione situata tra Etiopia, Eritrea e Gibuti.

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Esiste uno schema di percezione della bellezza innato e comune a tutti gli uomini? James Joyce aveva detto che "le curve sono bellezza", consacrando il mito della donna formosa. Lo stereotipo del 90-60-90 - per qualcuno, al tramonto - sarebbe solo un'imposizione culturale dell'Occidente. Alcune verifiche in tribù isolate di Matsugenka (Perù), avrebbero dimostrato che i maschi "non occidentalizzati" preferirebbero donne longilinee. Seno prosperoso e fianchi floridi sarebbero invece per l'uomo occidentale segno della fase ideale del concepimento e di massima fertilità. Una garanzia biologica e sociale per la trasmissione dei propri geni...

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Quanto è collegato oggi il canone estetico all'idea di salute e vitalità? Sulle passerelle e sulle riviste di moda a furoreggiare sono modelle magrissime, al limite dell'anoressia. Qualcuno interpreta questa nuova tendenza come l'esplicitarsi di una paura di crescere, aggrappandosi ad un corpo poco femminile; per altri si assiste al definitivo tramonto della perfezione fisica per un corpo spigoloso e "difettoso".
La nuova moda per verificare la forma fisica è il calcolo dell'indice di massa corporea (IMC) che si ottiene dividendo il peso corporeo per l'altezza. In Italia l'allarme obesità scatta quando il valore è a 30, negli Stati Uniti già a 22.

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L'ossessione per la bellezza non è più solo affare da donne e anche i maschi si sottopongono a cerette, raggi Uva, sedute in palestra e spendono follie per look da capogiro. D'altronde molti studi confermano che le donne scrutano l'aspetto fisico per scegliere il partner ideale.
I maschi della tribù africana dei Bororo, o Wodaabe, devota al culto della bellezza, partecipano ad un concorso di bellezza durante il Gerewol - festa per la fine della stagione delle piogge. L'ocra che decora il loro viso è un omaggio agli antenati dalla pelle più chiara, provenienti da Oriente, poi via via mischiatisi con le popolazioni africane.

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Nel Medioevo le nobildonne usavano il sangue di pipistrello come unguento. Nel Diciottesimo secolo gli americani erano convinti che gli impacchi di urina fossero utili a far scomparire le lentiggini. Al salone del cioccolato di Perugia si è visto ancora di meglio: anche il cioccolato può diventare uno speciale trattamento di bellezza per viso, corpo... e capelli.
Secondo il The Economist, il giro d'affari che comprende trucchi, cura della pelle e dei capelli, profumi, chirurgia estetica, centri dedicati alla bellezza e farmaci dietetici, si aggira sui 160 miliardi di euro l'anno.

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Nel video della canzone "Hollywood" di Madonna, la rock star riceve un'iniezione di Botox, tossina botulinica che rilassa la pelle e riduce la mobilità dei muscoli facciali. Risultato del trattamento? Via le rughe, ma a caro prezzo... I tessuti del viso possono infatti progressivamente irrigidirsi, impedendo i normali movimenti come corrugare la fronte, spalancare gli occhi, ridere e piangere. Questo non sembra spaventare però gli irriducibili della bellezza che alimentano un mercato incredibile: insieme al Viagra, è infatti il farmaco più ricercato d'America.
Simbolo della perenne lotta per un ideale estetico è stato Michael Jackson, che copriva con una maschera il viso deturpato da piaghe e cicatrici...

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Essere belli - o anche solo non brutti - è un vantaggio dal punto di vista genetico e sociale: il filosofo inglese di metà del Settecento, Edmund Burke, parlava esplicitamente della bellezza come qualità sociale. Ne sanno qualcosa le donne nomadi Kalbeliya che vivono nello stato indiano di Rajasthan. Aspetto curato, abbigliamento vistoso: difficile immaginare che queste donne vivano ai margini della società. In realtà usano tutto il loro charme per sedurre potenziali turisti disposti a pagare per una loro esibizione davanti all'obiettivo. Una danza, un tatuaggio all'henné bastano a pagare qualche pasto per la famiglia.

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Una collana di dodici chili di peso: è questo il fardello che le donne dell'etnia Paduang si portano per una vita intera. Un anello dopo l'altro va ad allungare il collo di queste fragili donne che arriva a misurare anche 25 centimetri di lunghezza. Perché? Gli antropologi non sono unanimi: secondo alcuni sarebbe un modo per rendere le donne sposate poco appetibili ad altri pretendenti. Per altri, una protezione contro possibili attacchi di tigre o magari solo un modo per ostentare bellezza e ricchezza. Varrà ancora la pena sottoporsi oggi a questa tortura? Pare di sì: le "donne giraffa" sono una sicura e attrazione per i turisti sempre disposti a lasciare laute mance.

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Ogni anno ce n'è un concorso nuovo: "Miss detenuta", "Miss cicciona", "Miss Over", in una sfilata di aspiranti reginette, non importa quale sia la categoria cui si concorre… Il concorso per "Miss Nude" scatena ogni anno le ire delle femministe che vedono in questo genere di competizione la quintessenza dello sfruttamento del corpo femminile.
Il concorso più famoso è quello di Miss Mondo che dal 1951 incorona le più affascinanti donne del pianeta. Le migliori pare siano le venezuelane che si sono aggiudicate il titolo per ben cinque volte. Nessuna italiana, invece, è mai stata insignita del prestigioso titolo.

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Il corpo si curva, la pelle si piega sotto i colpi del tempo.
Invecchiamo e la bellezza svanisce, ma non il fascino che sembra immune al passare degli anni. Non bastano il bisturi né il cosmetico di ultima generazione a fermare il processo dell'invecchiamento, che non ci priva mai della bellezza interiore. Così, se ci deve rassegnare a lasciare per strada la freschezza degli anni migliori, difficile è che qualcuno, con occhio attento, non riesca a cogliere la forza e il bello della vita vissuta.

FOTO: © Lara Perego

"Definire il bello è facile: è ciò che fa disperare". Così concludeva il filosofo francese Paul Valéry, mettendo l'accento sulle tante contraddizioni che trascina con sè la bellezza. La lotta disperata per raggiungerla e per conservarla oppure l'uso indiscriminato per sfruttarla dimostrano che a volte essere belli significa anche essere disperati.

Naturalmente ogni epoca e ogni luogo ha avuto e ha i suoi canoni. La stessa bellezza femminile e maschile è cambiata nei secoli. Pur senza una definizione univoca, la "bellezza" dunque esisterebbe, come tutto ciò che risveglia nell'uomo piacere, qualità e salute. Ma è sempre così?