Il cervello delle ballerine? Si è adattato alle piroette

Vi siete mai chiesti, osservando un'etoile volteggiare sul palco, come facesse a non perdere l'equilibrio? La risposta è: grazie ad estenuanti allenamenti. E non solo del fisico, ma anche del cervello...

pirouette
Il cervello delle ballerine impara a ignorare alcuni segnali provenienti dagli organi vestibolari. Photo: Thanh Mai Bui Duy, Flickr |

Come fanno le ballerine a non soffrire di mal di mare, dopo una serie interminabile di piroette? Il segreto è nel loro cervello: le danzatrici, dopo anni di allenamento, evolvono differenze nella modalità di trasmissione dei segnali relativi all'equilibrio che permettono loro di girare su se stesse senza avere capogiri.
La ricerca dell'Imperial College London (Regno Unito) non è fine a sé stessa (o al massimo per le ballerine), ma potrebbe servire ad aiutare chi soffre di labirintite o altri disturbi che danno giramenti di testa.

 

La sensazione di vertigine transitoria che proviamo dopo aver, per esempio, roteato più volte su una sedie, è causata dal movimento di un fluido presente negli organi vestibolari dell'orecchio interno, rilevato da piccoli peli. Una volta smesso di girare, il fluido continua per un po' a muoversi: ecco perché pur essendo fermi, abbiamo la sensazione di continuare a roteare.

Le ballerine non sembrano avere questo problema. Dopo un duro allenamento, possono compiere diverse piroette su un piede solo senza farsi girare la testa: ci riescono grazie a una tecnica chiamata spotting, che consiste nel concentrarsi su un punto davanti a sé e far sì che la testa sia l'ultima a muoversi e la prima a ritornare su di esso.

 

Il team ha reclutato 29 ballerine e 20 canoiste: le ragazze, della stessa età e ugualmente allenate, sono state fatte roteare più volte su una sedia girevole e, una volta ferme, hanno dovuto girare una manovella seguendo lo stesso ritmo dei propri giramenti di testa. I ricercatori hanno misurato anche i riflessi oculari causati dagli input degli organi vestibolari e sottoposto i cervelli delle volontarie a risonanza magnetica.

La percezione dei capogiri delle ballerine è durata meno di quella delle canoiste (l'effetto è risultato ancora più evidente nelle danzatrici più esperte). La risonanza magnetica ha evidenziato differenze tra i due gruppi in due regioni cerebrali: il cervelletto, che processa le informazioni sensoriali provenienti dagli organi vestibolari, e la corteccia, che percepisce il capogiro.

La sensazione di capogiro era inoltre strettamente legata ai riflessi oculari dati dagli input vestibolari nelle canoiste, mentre per le ballerine non è stato evidenziato questo legame.

 

L'invasione degli ultra-ballerini
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«Non è opportuno che una ballerina si senta girare la testa o perda l'equilibrio» spiega Barry Seemungal, a capo della ricerca. «Il loro cervello si adatta, negli anni, a sopprimere quell'input sensioriale. Il segnale in entrata responsabile della sensazione di capogiro nella corteccia viene ridotto, così le danzatrici non avvertono il mal di mare. Se riuscissimo a individuare la stessa area nei pazienti che soffrono di vertigini croniche potremmo capire meglio come curarli».

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30 settembre 2013 | Elisabetta Intini