Psicologia

I neuroni che ti tengono sveglio quando serve

Identificate le cellule cerebrali che ci tengono vigili e con le palpebre aperte a orari improbabili, quando impegni e necessità richiedono che si rimandi il sonno.

Come superiamo la naturale tendenza a dormire quando dobbiamo chiudere un importante lavoro in scadenza, sfamare un neonato che si sveglia nel cuore della notte o... ripassare tutto l'ultima settimana prima degli esami? Un gruppo di neuroscienziati del Caltech (Pasadena) ha identificato un circuito neurale che controlla la veglia in presenza di stimoli salienti, cioè nelle occasioni in cui è richiesta la nostra attenzione.

Lo studio pubblicato sulla rivista Neuron è stato effettuato sui topi, ma un analogo gruppo di neuroni è presente nel cervello umano.

Nel mirino. Viviana Gradinaru e i colleghi del Centro di Neuroscienze Molecolari e Cellulari dell'università californiana hanno esaminato un gruppo di neuroni di una regione cerebrale chiamata nucleo dorsale del rafe, una porzione di tronco encefalico che regola alcuni processi che riguardano il sonno. Le persone che hanno danni in quest'area riportano problemi di anomala sonnolenza durante il giorno, ma il ruolo preciso di questi neuroni, chiamati DRNDA, ancora non era chiaro.

Indaffarati. I ricercatori hanno constatato che, nei topi, questi neuroni risultano particolarmente attivi in presenza di stimoli salienti - come l'odore di un potenziale partner, un'improvvisa situazione spiacevole o la presenza di cibo. Hanno così ipotizzato che il gruppo di cellule nervose si incarichi di inviare segnali di arousal - eccitazione del sistema nervoso - che mantengono svegli. La conferma verrebbe dal fatto che questi neuroni sono meno attivi durante il sonno e più attivi durante la veglia.

Centro di comando. Per verificare che non fosse un caso, hanno utilizzato la tecnica dell'optogenetica: hanno cioè colpito con fasci di luce cellule ingegnerizzate per accendersi o spegnersi in risposta a questo tipo di segnale. Quando con questo metodo hanno attivato i neuroni DRNDA in topi che avrebbero dovuto dormire, gli animali si sono mostrati improvvisamente vigili e svegli.

Al contrario, silenziando queste cellule, i topi sono rimasti sonnolenti o addormentati anche in presenza di stimoli salienti, e addirittura nonostante la presenza di un predatore o dopo un rumore forte e improvviso.

L'esperimento dimostra che questo gruppo di neuroni presiede alcuni importanti meccanismi che riguardano la veglia. Trasferite nell'uomo, la scoperta potrebbe aiutare a trattare le condizioni che implicano disturbi nell'attività vigile e sonnolenza eccessiva.

12 giugno 2017 Elisabetta Intini
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