Psicologia

Preferiamo le facce ancora prima di nascere

I piccoli seguono più spesso con lo sguardo le figure che ricordano i tratti del viso: un esperimento sembra suggerire una predisposizione precoce al riconoscimento dei volti.

È noto che la vista si sviluppa già nel pancione, complice l'esposizione alla luce nel corso della gravidanza. Finora però, nessuno aveva messo alla prova le capacità visive dei nascituri in una delle cose che all'uomo riesce meglio: riconoscere i volti.

Una certa preferenza. Vincent Reid e i colleghi dell'università di Lancaster hanno provato ad esporre i feti nell'ultimo trimestre di gravidanza a stimoli luminosi che ricordavano, in alcuni casi, la disposizione dei tratti in un volto umano. Si sono così accorti che i piccoli sembravano seguire con lo sguardo in modo preferenziale questi segnali e non quelli che non somigliavano a una faccia.

Guarda qui. Il team ha stimolato la visione periferica dei nascituri appoggiando sulla pelle del pancione delle madri uno strumento per produrre una luce rossa, quella che arriva meglio fino all'utero.

I puntini rossi si spostano, e il feto li segue con il volto. © Kirsty Dunn & Vincent Reid

Lo stimolo è stato somministrato in due configurazioni: una con due puntini luminosi sopra a uno, come a evocare la forma di un volto, e una con un solo puntino in cima e due sotto. In tutto sono stati testati 39 feti sani, cinque volte ciascuno. Su 195 test, i giovanissimi "volontari" si sono voltati per seguire "le facce" in 40 occasioni, e solo in 14 casi si sono lasciati attrarre dall'altro segnale. I loro movimenti sono stati monitorati con ecografie ad alta definizione.

opinioni contrastanti. Per gli entusiasti dello studio, si tratterebbe della prova del fatto che una finestra di apprendimento delle informazioni visive si apra già prima della nascita: del resto è stato dimostrato che, nelle assolate giornate estive, al feto arriva una notevole quantità di luce.

Altri ricercatori si dimostrano più scettici: seguire tre puntini luminosi è molto diverso dal riconoscere un volto umano. Lo stimolo sarebbe troppo distante dagli input che i feti ricevono dal mondo reale.

11 giugno 2017 Elisabetta Intini
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