Psicologia

Preferenze politiche: tutta questione di cervello

Secondo un recente studio britannico esiste uno specifico legame tra le preferenze politiche e lo sviluppo di alcune aree cerebrali. Su quelle calcistiche non si è sbilanciato ancora nessuno ma... (Focus.it, 13 aprile 2011)

Sei di destra o di sinistra? In questo periodo è una domanda piuttosto difficile, che metterebbe in imbarazzo non poche persone, primi tra tutti gli stessi politici.
Eppure secondo una recente ricerca dello University College di Londra, l'orientamento politico di ciascuno di noi è scritto in maniera molto chiara nel nostro cervello.

Le dimensioni contano
Ryota Kanai e i suoi colleghi hanno condotto uno studio su 90 volontari ai quali è stato chiesto di descriversi come liberali o conservatori utilizzando una scala di valori compresa tra 0 e 5. Gli scienziati hanno poi analizzato le loro strutture cerebrali e hanno scoperto che chi si dichiara liberale tende ad avere una corteccia cingolata anteriore più sviluppata, mentre i conservatori hanno un'amigdala più grande.
In passato i ricercatori avevano già condotto studi che mettevano in relazione alcune caratteristiche psicologiche con l'orientamento politico: quello di Kanai è il primo lavoro che le collega anche alla conformazione fisica del cervello.
I conservatori sembrano più sensibili all'ansia (e in effetti l'amigdala è il luogo dove vengono elaborate aggressività e paura), mentre i liberali tendono a essere più aperti a nuove esperienze.
Ciò che non è ancora chiaro è se siano le preferenze politiche a influenzare le strutture cerebrali o viceversa: il cervello, nei primi anni di vita, non ha ancora una conformazione ben definita. Questa si forma anno dopo anno, esperienza dopo esperienza. E comunque sono molte le persone che nel corso della vita cambiano la sponda politica.
«Ma prima di poter affermare che le scelte in cabina elettorale sono una questione fisica servono ancora molti studi» mette in guardia Kanai.

Di tutta l'erba un fascio?
Certo è che se gli scienziati britannici avessero ragione, la fisiologia del cervello potrebbe spiegare anche altri tipi di comportamento come il disinteresse per la politica di molte persone o la preferenza per il PC piuttosto che per il Mac. Ma occorre muoversi con estrema cautela perchè questa interpretazione potrebbe aprire la strada a pericolose derive.

13 aprile 2011
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