C'è chi dice no (e con clamore)

Guerre, maltrattamento degli animali, distruzione della foresta amazzonica. I problemi del mondo si moltiplicano: che fare? Attirare l’attenzione delle persone, dei media e dei potenti del mondo, anche per le migliori cause, è sempre più difficile. Non basta più brandire cartelli e urlare slogan. Assistiamo per questo a un’escalation di sensazionalità di manifestazioni di protesta a colpi di messinscena sempre più stupefacenti. Con questa carrellata vi mostriamo cosa si è disposti a fare per far sentire le proprie ragioni. E quali sono le ragioni che smuovono le persone. 

Come ti stupisco il mondo? Con una manifestazione mozzafiato o un corteo - magari senz'abiti - che non si può "non seguire". Le associazioni animaliste e ambientaliste, ma anche i contadini della Bolivia si esibiscono in proteste shock per attirare l'attenzione e far sentire le proprie ragioni. In un'escalation sempre più impressionante...

Basta con la guerra. Con questo grido e questo ideale, i pacifisti del movimento “Baring witness” mettono in scena in giro per il mondo la loro curiosa forma di protesta: gruppi di donne nude (anche fino a cento) si stendono a terra a formare il simbolo della pace o frasi che sono un invito a deporre le armi in Iraq e ovunque ci sia un conflitto. Forse hanno pensato che non c’è mezzo migliore per attirare l’attenzione dei potenti della terra…

Certo più d’effetto per non far dimenticare gli orrori della guerra è la distesa di bare apprestata dagli attivisti che hanno protestato così di fronte alla Casa Bianca, la residenza ufficiale del Presidente degli Stati Uniti, George Bush.
Sdraiati accanto ai feretri ricoperti con la bandiera americana, hanno inscenato la fine delle migliaia di soldati morti in battaglia negli ultimi anni. Tra Afganistan e Iraq l’America piange quasi 3 mila caduti.

Ancora le bare sono protagoniste di questa protesta: questa volta nella cassa da morto c’è finita una ragazza uccisa... da un pollo.
In questo modo plateale gli attivisti del gruppo di animalisti del Peta, People for the Ethical Treatment of Animals, da sempre a favore di una scelta alimentare che esclude carne e prodotti di origine animale, hanno messo in guardia i consumatori durante l’esplosione di epidemia di aviaria che nel 2005 terrorizzò mezzo mondo.
Secondo allevatori e medici, in realtà, mangiare la carne di pollo non comporterebbe nessuna possibilità di contrarre il virus dell’H5N1 né altro rischio concreto per la salute.

La "tomba" questa volta è rappresentata dall’involucro alimentare con cui abitualmente viene confezionata la carne animale per essere venduta. L’attivista del Peta si è fatta confezionare come una coscia di pollo nelle strade di Madrid (Spagna) in occasione della giornata internazionale senza carne. Le etichette sul pacchetto recitano: “Carne umana. Milioni di animali sono abusati e crudelmente uccisi affinché voi mangiate la loro carne”.
Secondo i dati della Confesercenti, in Italia l'industria della carne dà lavoro a circa 60 mila addetti, anche se negli ultimi anni il numero delle macellerie è diminuito del 45 per cento: le famiglie spendono comunque ogni anno 1.220 euro per acquisti di carne, per 85 chili di consumo pro-capite (nel 1974 se ne consumavano solo 62).

Una delle associazioni più fantasiose in quanto ad azioni di protesta particolarmente spettacolari è Greenpeace, che da sempre si occupa della tutela dell’ambiente: la campagna della foto era finalizzata a fermare in Amazzonia l’avanzata dei campi di soia impiegati per produrre mangimi per i grandi allevamenti. Foreste e animali allevati per la carne si contendono infatti la stessa terra.
Da gennaio 2003 sono andati distrutti 70 mila chilometri quadrati di foresta, pari a 6 campi da calcio ogni minuto. Secondo la rivista Nature se nei prossimi anni verrà mantenuto questo trend, entro il 2050 avremmo perso il 40 per cento dell’Amazzonia.

C’è chi per una buona causa è disposto a metterci anima e corpo: se è una celebrità poi è più facile che il messaggio arrivi alla coscienza delle persone. Daryl Hannah, celebre attrice di Una sirena a Manhattan, ha vissuto per 3 settimane su un albero in difesa di un’area verde minacciata in America dalla costruzione di un centro commerciale.
La bagnina più famosa del mondo, Pamela Anderson, ha invece posato senza veli per una campagna contro le pellicce. In un video che mostra le crudeltà subite dagli animali da pelliccia, la popolare attrice ha lanciato il suo monito direttamente agli stilisti, pregando loro di non inserire più capi d’abbigliamento (di pelle e pelliccia) nelle loro collezioni.
Il video presentato dalla Anderson e realizzato per la Peta è piuttosto cruento ed è visibile qui.

Come abbiamo visto, gli animali spesso sono sfruttati per l’alimentazione o per l’abbigliamento. Ma c’è anche chi li sottrae al loro ambiente naturale semplicemente per guardarli e farsi fare un po' di compagnia: così il commercio di animali esotici è sempre più diffuso. Nonostante esista una convenzione internazionale che impedisce il commercio e la cattura di fauna e flora in via d'estinzione, pappagalli, scimmie, testuggini, ma perfino tigri e pantere, sono oggetto di un traffico illegale, alimentato da collezionisti senza scrupoli.
Nella foto una protesta degli animalisti per scoraggiare questa moda.

L’allevamento di cani per scopo alimentare in Cina ed estremo Oriente è una realtà piuttosto diffusa. Le cataste di gabbie della foto riproducono quelle che abitualmente racchiudono gli animali (spesso di razza san Bernardo, particolarmente docili e facili da gestire) per essere allevati fino alla macellazione.
Quest’immagine si riferisce a una manifestazione per i diritti degli animali che si è svolta in Corea del Sud dove la carne di cane è apprezzata soprattutto d’estate.

Chi va a Pamplona convinto di assistere alla corsa dei tori, non dovrà stupirsi se a scapicollarsi per le vie della cittadina spagnola troverà anche centinaia di uomini e donne… rigorosamente nudi.
Loro non sono lì per divertirsi ma per sensibilizzare l’opinione pubblica contro la corsa dei tori: durante la festa di San Fermin, lungo le strade transennate della città, turisti e abitanti mettono alla prova il loro “coraggio” facendosi rincorrere da tori imbufaliti che alla fine vengono uccisi in piazza.

Uno dei mezzi preferiti per i contestatori di tutto il mondo è a due ruote: in bici si può protestare contro l’inquinamento e lo strapotere del traffico cittadino, come fa il movimento del Critical Mass o come fanno i partecipanti del World Naked Bike Ride.
Questa corsa, che si corre contemporaneamente in diverse città del mondo, vuole mettere in evidenza la vulnerabilità di chi usa la bicicletta, ma anche l’utilità di questa scelta per l’ambiente e la diminuzione dell’inquinamento.

Hanno bloccato le rotaie dei treni, mostrando alle forze dell’ordine che li fronteggiavano il loro “lato migliore”. Protagonisti dell’irriverente ribellione sono stati i giovani francesi che hanno contestato la legge sul lavoro giovanile che avrebbe istituzionalizzato il lavoro precario.
Una battaglia che è risultata vittoriosa visto che il presidente francese Jacques Chirac ha deciso la sostituzione del contestato Cpe, il contratto di primo impiego.

Comodamente seduti sul water, come se si trovassero nell’intimità del bagno di casa, sono invece nel bel mezzo del traffico cittadino di Mexico City.
Sono alcuni esponenti di Greenpeace che aspettano di capire quali saranno i provvedimenti che il governo messicano prenderà per migliorare una politica ambientale, che ha per ora solo effetti lassativi…

È andata bene in questo caso ai destinatari delle pietre perché i rivoltosi non le hanno tirate ma sparse sul manto stradale. È successo in Bolivia dove negli ultimi anni si è sviluppata una protesta spontanea della popolazione contro la vendita di petrolio e gas naturale, l’unica importante risorsa del Paese, a transnazionali straniere.
Si tratta della cosiddetta guerra del gas per la quale i contadini indigeni aymara si sono uniti alla protesta dei lavoratori urbani e hanno risposto al governo con blocchi stradali.

Ecco come hanno espresso il loro atto di accusa contro la ricerca scientifica sugli embrioni umani i militanti di Greenpeace, che hanno allineato cubetti di ghiaccio con bambolotti al loro interno di fronte al Parlamento tedesco, a Berlino.
La tecnica del congelamento prevede la conservazione di embrioni in azoto liquido alla temperatura di -196ºC: recentemente è stata annunciata una nuova tecnica che consentirebbe il prelievo delle cellule staminali senza la distruzione dell'embrione, ma sulla sua reale efficacia è in corso una discussione tra gli esperti.

Le incursioni più efficaci sono quelle in cui l’incursore mette a nudo... le sue ragioni. Ecco perché sono indimenticabili le pacifiche invasioni degli streaker nei campi da giochi: le loro imprese però non hanno quasi mai ragioni particolari e hanno più che altro una componente eroico-sportiva.
La ragazza che ha invaso la scena ufficiale della foto di gruppo del “IV summit dell’Unione Europea, America Latina e Caraibica” era animata da ben altri ideali, quelli di manifestare contro l’inquinamento delle cartiere.

Centinaia di scope ordinate fila per fila sulla spiaggia di Copacabana, Brasile. Non è la rivolta di un gruppo di casalighe esasperate ma una protesta di carattere politico. L'idea di riempire il bagnasciuga con ramazze dei colori della bandiera carioca è di un'organizzazione non governativa, Rio de Paz (Rio for Peace) che ha voluto così protestare contro la corruzione della classe governativa all'interno del Congresso Nazionale Brasiliano. Il numero di scope, 594, corrisponde al numero dei deputati. E il significato della protesta pacifica è chiaro: occorre "fare pulizia".

Come ti stupisco il mondo? Con una manifestazione mozzafiato o un corteo - magari senz'abiti - che non si può "non seguire". Le associazioni animaliste e ambientaliste, ma anche i contadini della Bolivia si esibiscono in proteste shock per attirare l'attenzione e far sentire le proprie ragioni. In un'escalation sempre più impressionante...

Basta con la guerra. Con questo grido e questo ideale, i pacifisti del movimento “Baring witness” mettono in scena in giro per il mondo la loro curiosa forma di protesta: gruppi di donne nude (anche fino a cento) si stendono a terra a formare il simbolo della pace o frasi che sono un invito a deporre le armi in Iraq e ovunque ci sia un conflitto. Forse hanno pensato che non c’è mezzo migliore per attirare l’attenzione dei potenti della terra…