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Bravi a scuola? Vincenti nel lavoro!

Invidiosi dei compagni secchioni? Rassegnatevi: tre psicologi spiegano perché chi è bravo a scuola avrà successo anche sul lavoro.

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Bravi a scuola? Vincenti nel lavoro!
Invidiosi dei compagni secchioni? Rassegnatevi: tre psicologi spiegano perché chi è bravo a scuola avrà successo anche sul lavoro.

 

Prima della classe, antipatica e anche un po' bruttina... ma domani, sul lavoro, potrebbe essere la vostra capa.
Prima della classe, antipatica e anche un po' bruttina... ma domani, sul lavoro, potrebbe essere la vostra capa.

 

La comune convinzione che il compagno secchione non avrebbe avuto nella vita lo stesso successo riscosso negli studi ha consolato generazioni di studenti. Per questo motivo, la notizia che i primi della classe sono destinati a primeggiare anche nel mondo reale è destinata a creare scompiglio.
Tre psicologi americani hanno dimostrato che la bravura scolastica e le capacità necessarie in ambito lavorativo dipendono entrambe dall'abilità cognitiva generale che può essere definita come l'insieme di tutti i processi razionali e istintuali che permettono di acquisire delle conoscenze. Per capire se i requisiti per emergere in campo accademico possono coincidere con quelli per avere successo nel lavoro i tre hanno adottato il Miller Analogies Test (MAT).
Un test come l'oroscopo. Il MAT richiede il possesso di nozioni in numerose aree differenti, come le scienze, la letteratura, l'arte, la storia e la lingua. Negli Stati Uniti è utilizzato per valutare gli studenti che fanno domanda di ammissione all'università e per decidere assunzioni e promozioni nel mondo del lavoro. Sottoponendo più di 20 mila persone al test, i ricercatori hanno scoperto che il MAT “predice” con grande attendibilità quelle che saranno le prestazioni dell'individuo sia in campo accademico sia lavorativo, fornendo una prova diretta del fatto che l'abilità cognitiva generale determina il successo in settori diversi.
«Il nostro lavoro sfata un mito - spiegano gli autori - e allo stesso tempo individua una fattore, l'abilità cognitiva generale, che permette di valutare quali risultati un individuo potrà conseguire nella vita».

(Notizia aggiornata al 12 gennaio 2004)

 

12 gennaio 2004