Psicologia

Ascoltare Mozart rende davvero più intelligenti?

Effetto Mozart: cosa c'è di vero? Ascoltare le "sonate" ha davvero effetti positivi sul cervello?

Forse, ma non più di quanto accadrebbe se ascoltaste la tracklist del vostro cantante preferito. Il cosiddetto "effetto Mozart" fu reso noto al grande pubblico nel 1993. In un articolo apparso su Nature un'equipe di neurobiologi dell'Università della California ad Irvine sosteneva che facendo ascoltare agli studenti 10 minuti di Sonata, i soggetti dimostravano un miglioramento nelle capacità di ragionamento spazio temporali. Sfruttando la risonanza mediatica dello studio, Don Campbell, un insegnante di musica del Texas, capitalizzò l'idea scrivendo un bestseller, The Mozart Effect (1997).

Mito o realtà? Ma per gran parte del mondo scientifico l'effetto Mozart è solo un mito. Ascoltare musica, in particolare musica piacevole come quella del compositore austriaco, fa aumentare il livello di dopamina (un neutrasmettitore che solleva il tono dell'umore) nel cervello, fattore che molto probabilmente migliora le prestazioni cognitive.

Ma lo stesso effetto positivo si avrebbe ascoltando un cd di Adele, se vi piace la sua musica, o «mangiando una barretta di cioccolato», come sostiene Glenn Schellenberg, un professore di psicologia dell'Università di Toronto che si è occupato di questo argomento.

Conferme austriache. Ha confermato questa teoria anche uno studio austriaco del 2010: comparando 39 esperimenti incentrati sull'effetto Mozart, i ricercatori hanno concluso che la teoria che questa musica in particolare migliori le capacità spaziotemporali non è suffragata da sufficienti prove.

Il che non significa che, se siete grandi appassionati di Mozart, ascoltarne le sonate non abbia effetti positivi sul vostro cervello. Recentemente alcuni ricercatori dell'Università del Texas Health Science Center di Houston hanno osservato che i chirurghi che ascoltavano Mozart prima di cercare i polipi nel colon di un paziente ne trovavano percentualmente di più di chi non aveva ascoltato musica.

Probabilmente, quindi, i medici avevano un debole per la musica classica. Ma se, poniamo, fossero stati fan di Laura Pausini e avessero ascoltato a tutto volume il suo ultimo concerto, l'effetto sarebbe stato simile.

10 aprile 2012 Elisabetta Intini
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