Apprezzare l'umorismo nero è sintomo di intelligenza

Mettete alla prova i vostri amici: chi ride di gusto alle battute più lugubri e "scorrette" ha in genere anche più alti valori di QI e minori livelli di aggressività. 

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Se l'avete capita siete mediamente intelligenti. Se vi fa anche ridere, siete dei geni.

Per sottoporre qualcuno che non conoscete a un rapido test di intelligenza, provate a raccontargli una barzelletta dai toni "noir" e politicamente scorretti: se ride di gusto, probabilmente è una persona brillante.

 

In base a un nuovo studio pubblicato su Cognitive Processing, l'intelligenza gioca un ruolo chiave nella comprensione e nell'apprezzamento dell'umorismo nero. Non solo: chi sa ridere di una battuta macabra è in genere poco aggressivo, dimostra lo studio, contrariamente al luogo comune che associa a chi ama questo genere di comicità un profilo sadico e introverso.

Ti fa ridere? I ricercatori della Medical University di Vienna hanno chiesto a 156 persone dell'età media di 33 anni, 76 delle quali donne, di osservare 12 vignette comiche caratterizzate da umorismo macabro (in una di queste c'era una donna che, solleando il lenzuolo sopra al cadavere del marito, diceva: "che detergente avete usato per renderlo così bianco?").

 

Tre tipologie. I volontari sono stati anche sottoposti a test del QI verbali e non verbali, e hanno dovuto descrivere il proprio umore, il livello di istruzione e la tendenza all'aggressività. Chi aveva capito e apprezzato di più le vignette umoristiche ha anche riportato i più alti punteggi nei test del QI, i più alti gradi di istruzione e i più bassi livelli di aggressività e cattivo umore.

 

Un secondo gruppo di persone, che aveva moderatamente compreso, ma non apprezzato, le vignette, ha dimostrato di avere un'intelligenza nella media, ma anche alti livelli di umore negativo e di aggressività. Un terzo gruppo, che aveva moderatamente capito e apprezzato le battute, è risultato avere un'intelligenza nella media, una bassa aggressività e un umore positivo.

 

Cambio di rotta. La ricerca contraddice una diffusa interpretazione dell'umorismo nero che risale a Sigmund Freud. Nel 1905 lo psicoanalista aveva teorizzato che l'umorismo potesse essere una valvola di sfogo per impulsi aggressivi o sessuali repressi. Questa ricerca conferma invece il legame tra sense of humour e intelligenza: per capire l'ironia altrui serve un complesso di fattori che potrebbero essere oscurati e ostacolati dalla tendenza all'aggressività e dal cattivo umore.

 

 

30 Gennaio 2017 | Elisabetta Intini