Psicologia

Alle pupe piacciono i secchioni

L’era del macho palestrato tutto muscoli e niente cervello è finita. Numerose ricerche lo confermano: alle donne piacciono sempre di più gli uomini intelligenti. (Franco Severo, 24 agosto 2009)

Con l’addominale d’acciaio e il pettorale scolpito non si rimorchia più. Un fisico "a bottiglia" forgiato da anni di studio chini sui libri può essere molto più efficace, a patto che si accompagni a un QI altissimo. Il secchione, o geek come viene chiamato negli Stati Uniti, sembra piacere sempre di più al pubblico femminile e alcune recenti ricerche spiegano perché.
I
cervelloni cuccano di più. Jason Keagy, etologo presso l’Università del Maryland, sostiene che in natura i maschi più abili nel risolvere i problemi sono quelli che si accoppiano con il maggior numero di femmine. Per esempio il maschio di uccello giardiniere costruisce per le femmine elaborati nidi con erba e ramoscelli: queste scelgono di accoppiarsi solo con i maschi che realizzano le alcove più riccamente addobbate e che eseguono le danze nuziali più coreografiche. Secondo Keagy ciò consente alle femmine di offrire la possibilità di riprodursi solo ai maschi più intelligenti.
L’intelligenza che seduce. Mark Prokosch, psicologo all’Università del North Carolina, ha voluto verificare se questo comportamento degli animali è ravvisabile anche nella specie umana. Ha mostrato ad alcune studentesse universitarie numerosi video di maschi che svolgevano diverse attività sia fisiche che intellettuali e ha chiesto loro di valutarne intelligenza e sex appeal. Le ragazze non hanno saputo identificare con precisione il QI degli uomini nei video, ma quando si è trattato di scegliere i più attraenti, la maggior parte di loro ha scelto quelli che erano anche i più intelligenti. Secondo Keagy donne e animali sceglierebbero il maschio più intelligente perché sarebbe quello in grado di trasmettere alla prole i geni migliori, quelli cioè che offrirebbero le migliori probabiltà di sopravvivenza.
Più intelligente, più sano. Geoffrey Miller dell’Università di Albuquerque (New Mexico) e Rosalind Arden del King’s College di Londra hanno verificato sperimentalmente se questo effetto di selezione del più forte vale anche nella razza umana. I due scienziati hanno esaminato le cartelle cliniche di migliaia di veterani della guerra del Vietnam che avevano partecipato a una serie di prove fisiche e cognitive. Dallo studio è emerso che gli uomini più intelligenti erano anche i più sani e che nel corso della vita avevano avuto molti meno problemi di salute rispetto agli individui meno brillanti. Non solo: gli spermatozoi degli uomini più intelligenti erano risultati anche i più sani e vitali. Secondo Miller e Arden l’intelligenza è una caratteristica sessuale utilizzata dalle femmine per valutare la salute genetica del potenziale compagno.
Fuori dal coro… Non tutti però sono d’accordo con queste interpretazioni: secondo Carlos Botero, etologo presso il National Evolutionary Synthesis Center di Durham (North Carolina), le femmine dell’uccello giardiniere non sono attratte tanto dall’intelligenza dei loro maschi, quanto dai nidi e dalle danze frutto di questa intelligenza. Inoltre secondo Botero uccelli e uomini hanno troppo poco in comune per poter estendere i risultati dello studio da una specie all’altra.

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24 agosto 2009
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