Adolescenza inquieta, la colpa non è degli ormoni

Uno studio dà un'interpretazione controcorrente del rapporto tra pubertà e adolescenza.

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Per i comportamenti degli adolescenti, dalla ricerca del rischio alle ribellioni contro la famiglia, si dà spesso la colpa agli ormoni in subbuglio. Ma uno studio originale e controcorrente fornisce sostanza all’ipotesi che gli ormoni non c’entrino.

 

Coincidenti, ma diverse. Pubertà e adolescenza avvengono nello stesso periodo, e nel linguaggio comune vengono identificate, ma da un punto di vista biologico sono due processi distinti. La pubertà è costituita dai cambiamenti attraverso cui maschi e femmine acquisiscono la capacità di riprodursi: l’aumento della produzione degli ormoni e l’acquisizione delle caratteristiche sessuali secondarie. L’adolescenza comprende i mutamenti della pubertà, ma include anche un’evoluzione molto più ampia dell’individuo sotto tanti punti di vista: cognitivo, sociale, emotivo... Il problema è separarli per cercare di capire quale causa che cosa.

 

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La pubertà dei criceti. Per dirimere la questione, dato che sarebbe impossibile fare qualcosa del genere negli esseri umani, un gruppo di ricercatori di varie università americane è ricorso ai criceti siberiani. In questi animali, in natura, quelli nati all’inizio della stagione degli accoppiamenti, quando le giornate sono lunghe, arrivano presto alla pubertà per poi accoppiarsi entro l’anno. Mentre quelli nati più avanti, quando le giornate sono più corte, ritardano la pubertà, in modo da non partorire nel mezzo dell’inverno.

 

In laboratorio, semplicemente cambiando l’esposizione alla luce, possono essere controllate le variazioni ormonali di questi animaletti, per fare in modo che la pubertà si inneschi presto, a circa un mese di vita, o più avanti, a oltre tre mesi.

 

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Quando si smette di giocare. Con questo trucco, innescando la pubertà a età differenti, i ricercatori hanno potuto osservare quali comportamenti fossero legati alla maturazione sessuale e quali no.

 

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In particolare, nello studio, hanno preso in esame il gioco, un comportamento comune a tutti i mammiferi, compresi gli esseri umani. L’abbandono del gioco verso atteggiamenti di dominanza sociale nel regno animale segna il passaggio all’età adulta. Se fosse legato ai cambiamenti ormonali della pubertà - hanno ragionato i ricercatori - dovrebbe verificarsi prima negli animali con pubertà anticipata, e dopo in quelli con pubertà ritardata.

 

Invece, non è stata osservata alcuna differenza. I criceti dei due gruppi hanno smesso di giocare alla stessa età, quando per quelli del secondo gruppo la pubertà non era neppure iniziata.

 

La ricerca suggerisce che almeno alcuni dei cambiamenti tipici dell’adolescenza, al contrario di quanto si pensava finora, non siano causati dagli ormoni, ma siano semplicemente concomitanti. È dunque caduto il nesso di causalità tra comportamento e cambiamento fisiologico e l'adolescenza si conferma in buona parte un mistero da scoprire.

 

 

26 Marzo 2018 | Chiara Palmerini