A.D. 1738: una donna uccide. Chiesta la grazia al Papa e la forca per il Giudice

Cronaca italiana: dopo 18 mesi di molestie una donna si ribella e uccide. Un fatto di sangue di 275 anni fa che divenne cronaca e che testimonia quanto siano radicati problemi attuali della condizione femminile: la notizia e i retroscena di un piccolo mistero svelato da Focus.

Era il XVIII secolo e la notizia dovette destare sorpresa e forse un vago senso di giustizia: si trattava di un fatto di sangue che vedeva coinvolti un uomo e una donna, situazione tristemente frequente ai giorni nostri, ma con una particolarità che gli meritò un'attenzione fuori dal comune. Una volta tanto la vittima non era lei ma lui, un molestatore: la notizia apparve il 3 ottobre (il 14 del moderno calendario gregoriano) 1738 sul News Letter, quotidiano di Belfast (Irlanda all'epoca dei fatti, oggi Irlanda del Nord).

La condizione femminile

Focus partecipa alla Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza sulle donne (25 novembre) con una fotogallery realizzata con le fotografie dei lettori iscritti a iFocus.

Vedi anche: i risultati della ricerca di Focus sulla vita di coppia commentati da due sociologhe della famiglia.
 

"Abbiamo avuto notizia da Roma che una giovane donna di Stassano che aveva sopportato per 18 mesi le avance di un uomo, ancora da lui importunata mentre era andata a prendere l'acqua a una fontana pubblica, a un tratto, sentitasi sul punto di essere presa da lui con la forza, ha estratto un coltello dalla tasca e l'ha ucciso." Il racconto è stato ripubblicato dalla stessa testata, News Letter, che oggi, con buona pace della crisi dell'editoria, sopravvive ancora, all'interno della ristampa di quella che viene presentata come la più antica edizione di un quotidiano in lingua inglese che si sia conservata ai giorni nostri.
 
La cronaca di 275 anni fa continua così: "Il governatore di Palambora l'ha incarcerata e condannata a 5 anni di reclusione, per i quali la donna ha chiesto la grazia al Papa, e non c'è alcun dubbio che sua Santità concederà il pieno perdono". Poi l'articolo prosegue con un duro commento: "Il governatore è certamente un malfattore a piede libero o non avrebbe mai pronunciato una tale sentenza. Il Papa senza dubbio farà bene a perdonare la ragazza, ma a nostro modesto parere farebbe ancora meglio ad appendere per il collo il suo giudice".
 
Alla fine della notizia una nota posta dai redattori attuali di News Letter avverte che non è chiaro nell'articolo originale intaccato dal tempo se la località del maschicidio sia Stassano o Staffano, o che lo stesso sia in realtà un cognome e non un paese.

Focus indaga. Cercando tra mappe e documenti abbiamo risolto i dubbi dei colleghi di Belfast. La località dell'antico omicidio è in realtà Stazzano (ci fu ai tempi un errore di trascrizione dovuto alla diversa pronuncia), che oggi è una frazione del comune di Palombara Sabina (non Palambora), dove si tenne il processo, in Lazio, in provincia di Roma. Ma il fattaccio non avvenne a Stazzano Nuovo, si consumò invece a Stazzano Vecchio, poi abbandonato nel 1901 in seguito a un terremoto (senza vittime) e che oggi è un borgo fantasma, mezzo diroccato. Forse la giovane donna fu dimenticata in carcere dal Papa di allora, Clemente XII, occupato in quello stesso anno a scomunicare la massoneria, o forse fu liberata: questo non siamo riusciti a saperlo. Magari si aggira ancora senza pace, come un fantasma in un paese fantasma, inseguendo l'ombra del suo malcapitato molestatore.

21 Novembre 2013 | Franco Capone