Comportamento

A che cosa servono i portafortuna?

Per chi è superstizioso, i portafortuna hanno poteri soprannaturali che tengono lontana la sfortuna. Ma anche la scienza sostiene che possono aiutare. Ecco come e perché. 

I portafortuna servono davvero. Per chi è superstizioso e ci crede è, ovviamente, la scoperta dell’acqua calda, ma anche gli scienziati si stanno convincendo del potere dei portafortuna, anche se non per ragioni soprannaturali. Questo perché molte ricerche sono arrivate alla stessa conclusione: il segreto perché vada tutto bene è... crederci. Perfino nei talismani.

Lo studio. Qualche anno fa alcuni ricercatori dell’università di Colonia, in Germania, hanno invitato un gruppo di studenti a portare con sé il proprio talismano per sottoporsi a un esperimento. Gli oggetti sono stati presi in consegna dai ricercatori con la scusa di fotografarli. Poi, a metà degli studenti i portafortuna sono stati restituiti prima che iniziassero dei quiz al computer e delle prove di abilità (come mandare in buca una pallina da golf), mentre all'altra metà non sono stati restituiti.

Focus 314
Le ricerche dimostrano che se si pensa di essere fortunati, si finisce per esserlo davvero. Come si legge sul nuovo Focus n. 114 di dicembre in edicola.

Risultato? Chi aveva con sé il suo portafortuna è andato meglio in tutte le prove. Inoltre, alla richiesta dei ricercatori di ipotizzare in anticipo il numero di parole da trovare risolvendo alcuni anagrammi, e di fissare la soglia di tempo dopo la quale avrebbero abbandonato il test, le persone che avevano con sé l’amuleto si sono date obiettivi più ambiziosi. Erano tutti più convinti di potercela fare.

Basta crederci! Secondo i ricercatori, quindi, non solo avere con sé un portafortuna, ma anche solo dire “tengo le dita incrociate per te”, o anche l’inossidabile “in bocca al lupo”, può davvero servire perché aumenta l'autostima dando più fiducia negli obiettivi che ci si pone. Credere di avere la sorte dalla propria parte, insomma, innesca una specie di circolo virtuoso, perché rende meno ansiosi, più rilassati e più positivi. Infatti, come spiega in dettaglio l'articolo Fortunati si nasce su Focus 314 (dicembre 2018), le ricerche dimostrano che ciò che viene percepito come "buona stella" o "maledetta sfortuna" ha più a che fare con la psicologia che con la probabilità.

1 dicembre 2018 Focus.it
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