Bucati e contenti

Per sentirsi più belli o seguire la moda, per purificarsi o raggiungere l’estasi... bucarsi con piercing, uncini e spunzoni è un’usanza diffusa! Le foto più belle degli "spiedini" viventi di tutto il mondo. 
Se sei appassionato del "genere", dopo lo slideshow non mancare le fotogallery "Body art, tra passato e presente" e "Il corpo come tavolozza.

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Difficile capire a fondo le motivazioni che spingono questi devoti ad auto-torture e mutilazioni. Ci troviamo al festival vegetariano che si svolge annualmente (da 150 anni) a Phuket, Tailandia meridionale: qui, proprio in questi giorni, si celebra l'astensione dal cibo di origine animale, ma non solo.
Si ritiene infatti che in questa occasione gli dei si impossessino dei corpi dei fedeli, manifestando così poteri soprannaturali. Da qui, i fedeli si martoriano con impressionanti piercing per scacciare il maligno e per portare buona fortuna all'intera comunità.

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Il popolo Nuba è tristemente famoso per le persecuzioni che subisce da anni per mano del governo integralista islamico di Khartum che lo assoggetta a una politica di assimilazione forzata. A lungo protetta dal naturale isolamento sui monti Nuba, nel cuore del Sudan, la cultura Nuba oggi è minacciata dalle manipolazioni di un brutale disegno che la vuole annichilire. Interessi economici si intrecciano con motivazioni religiose nel genocidio di questo popolo che nonostante tutto non dimentica le proprie tradizioni per le quali si decora il corpo con tatuaggi, piercing e scarificazioni.

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Se guardando questa foto avvertite un fastidio alla schiena, niente paura pare che, nonostante i quaranta sonagli agganciati alla pelle, quest'uomo non sente dolore. O almeno così dice.
Chi ha provato di persona il Kavadi - un rituale induista che prevede la mortificazione del corpo come pratica purificatrice - è infatti pronto a giurare che non si sente niente. I devoti in trance, si conficcano nella carne spilloni e uncini. Il tutto senza una goccia di sangue e sembra senza cicatrici. A cerimonia conclusa sulla pelle si spalma una cenere benedetta capace, secondo i devoti induisti, di riemarginare le ferite senza lasciare tracce.

Appesi all’amo (guarda)
La regina dei piercing

[E. I.]

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L’incubo di tutti i metal detector è lei: Elaine Davidson, la donna con più piercing al mondo. Sul suo corpo non dev’essere rimasto neanche un angolino libero, visto che nei suoi 43 anni di età ne ha accumulati ben 5.920.
Tutta questa ferraglia, che supera i 3 chili di peso, le ha fatto avere un posto anche nel libro del Guinness dei Primati. Lei ne va fiera ed è ormai una celebrità che si divide tra fiere, trasmissioni televisive e servizi fotografici. «Mi piace il dolore, amo il dolore» ha dichiarato la donna, che, assicura, non beve e di non fa uso di droghe. Salvo poi aggiungere candidamente che la zona del suo corpo che ospita più piercing è quella genitale. Dove non batte il sole ha 500 orecchini.
Scopri qual è l’origine del piercing. Guarda anche un vegetariano bucherellato.
Ma c'è anche chi decora il proprio corpo in un modo un po’ meno doloroso: lasciati illudere dal body painting.
[E. I.]

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I maschi della tribù degli Yanomami, che vivono nelle remote regioni venezuelane attraversate dal fiume Orinoco, si decorano con braccialetti multicolori realizzati con penne di uccelli tropicali: usano poi forarsi i lobi - ma anche naso e labbra - con piccole canne di bambù decorate con piume e fiori. Gli abbellimenti per le donne sono meno appariscenti, fatti con fiori e petali profumati. Ogni ricercatezza è riservata alle decorazioni del corpo: per il resto infatti gli Yanomami non usano vestiti, tranne che per una sorta di perizoma di cotone, considerato più come un ornamento che come un capo di abbigliamento.

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Purificarsi attraverso il dolore: è questo l'obiettivo di un antico rito induista che nacque in India ma che oggi è ammesso solo in Malaysia e Singapore. Durante il festival annuale del Thaipusam infatti le pratiche che si svolgono sono piuttosto cruente: gli uomini si conficcano nella carne uncini affilati o lunghi spilloni, ma solo dopo che arriva l'estasi, raggiunta al termine di una lunga danza ballata fino allo svenimento.
I devoti penitenti con i cosiddetti kavadis, a cui vengono appesi i più improbabili oggetti, compiono un pellegrinaggio di 13 chilometri fino al più importante santuario hindu dell'Estremo Oriente, il tempio Sri Thandayuthapani, ricavato nell'enorme anfratto delle Batu Caves. Una volta raggiunta la meta, li aspettano gli ultimi 272 gradini che portano alla grotta.

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Volete essere davvero alla moda? Ebbene la nuova tendenza è il piercing all'occhio. Se pensavate di avere già visto tutto per quanto riguarda la body art, ecco il nuovissimo Jewel Eye, l'occhio ingioiellato. Si tratta di una piccola placca di platino impiantata direttamente sotto la congiuntiva, la membrana che ricopre il bulbo oculare. Si può scegliere fra forme diverse, ma il costo è un po' proibitivo: per applicare il bizzarro gioiello occorrono infatti 500 euro.

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Lo chiamano il "piacere della sospensione" e hanno addirittura organizzato una convention che si sta svolgendo in questi giorni negli Stati Uniti. Sono i cultori di una pratica particolarmente cruenta che consiste nell'incidere la pelle e appendersi attraverso grossi ami da pesca. La sospensione verticale dal petto, a cui si sta sottoponendo la ragazza della foto, in particolare, è detta anche "O-Kee-Pa", rituale che fu degli Indiani d'America. Ad esso si sottoponevano i giovani guerrieri dopo un cerimoniale di quattro giorni in cui si eseguivano danze senza bere, né mangiare, né dormire. In questa sorta di trance, ci si dipingeva i corpi e si procedeva alla sospensione.

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Nella fotogallery dedicata alla bellezza si è visto come i canoni cambino nello spazio e nel tempo e come sia difficile definire all'unanimità ciò che è bello. I guerrieri dell'etnia Duna (Nuova Guinea) si addobbano per i loro rituali con vistosi disegni d'argilla, piume d'uccello e piercing d'osso. In queste civiltà non è la donna ad agghindarsi per attirare l'attenzione del maschio. La tradizione vuole che in occasione del matrimonio scelgano infatti il colore nero per le loro vesti e per il lutto si ricoprano il viso con strati di argilla grigio blu.

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Per molti più o meno giovani il piercing è un marchio sulla pelle fatto solo per fini estetici. In altre culture e altri tempi però i buchi sulla pelle (e altre modificazioni) hanno assunto significati diversi: religiosi, come nel caso del bambino indiano della foto che partecipa ad una processione religiosa nella città settentrionale di Chandigarh (India), ma anche sociali. Nell'antico Egitto, in Africa centrale, in Cina, Malaysia e presso alcune tribù di nativi d'America, si eseguiva una pratica di modificazione corporea piuttosto estrema: la modellazione del cranio, che veniva realizzata applicando a bambini di pochi mesi di vita particolari fasciature. Il tutto per indicare il rango sociale elevato.

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Finalmente qualcosa che i calvi possono fare e i capelloni no. Quando ha iniziato a perdere i capelli Philip Levine, da Londra, non si è perso d'animo e ha pensato di sfruttare la calvizie per una divertente e innovativa forma d'arte. Con l'aiuto dell'artista inglese Kat Sinclair, specializzata in body art, ha trasformato la sua testa pelata in una tela su cui sbizzarrirsi con colori e materiali inusuali. Ad oggi il suo cranio rasato ha ospitato disegni di farfalle, puntine, aghi impiantati con la tecnica dell'agopuntura, chicchi di caffè, zuccherini colorati e persino mille cristalli Swarovski. Con un'autoironia e una creatività che sono una vera ispirazione per chi è alle prese con l'alopecia.
Una gallery dedicata alle illusioni del bodypainting (guarda)
Body art, tra passato e presente

Difficile capire a fondo le motivazioni che spingono questi devoti ad auto-torture e mutilazioni. Ci troviamo al festival vegetariano che si svolge annualmente (da 150 anni) a Phuket, Tailandia meridionale: qui, proprio in questi giorni, si celebra l'astensione dal cibo di origine animale, ma non solo.
Si ritiene infatti che in questa occasione gli dei si impossessino dei corpi dei fedeli, manifestando così poteri soprannaturali. Da qui, i fedeli si martoriano con impressionanti piercing per scacciare il maligno e per portare buona fortuna all'intera comunità.