Santoni e guaritori ti spengono il cervello

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Io vi dico: spegnetevi!

Davanti al fascino di personalità carismatiche il nostro cervello sembra rinunciare a ogni forma di "difesa". Almeno secondo quanto sostenuto da un gruppo di ricerca danese. (Elisabetta Intini, 13 maggio 2010)

C'è da fidarsi? Sta dicendo la verità? Come faccio a esserne sicuro? Se pensavate che il Grillo Parlante esista solo nelle fiabe, dovrete ricredervi. Interrogativi come questi sono all'ordine del giorno per alcune aree del cervello - parti della corteccia cingolata anteriore e prefrontale - responsabili del nostro scetticismo e sentimento di vigilanza. Attenti però a cadere sotto l'influenza di individui spiccatamente carismatici: se persuase dalle parole di supposti guaritori o profeti, queste aree sembrano diventare meno attive. È quanto affermano alcuni ricercatori dell'Università di Aarhus, in Danimarca.

DONI DIVINI Per chiarire come avvenga questo processo, gli scienziati hanno rivolto le loro attenzioni ai cristiani pentecostali, che credono che alcune persone divinamente ispirate abbiano il potere di effettuare guarigioni e profezie. Utilizzando la risonanza magnetica funzionale (fMRI) gli scienziati hanno studiato l'attivazione cerebrale di 20 pentecostali e 20 atei intenti ad ascoltare una serie di preghiere registrate.
Preghiere di serie A. Ai volontari è stato detto che sei preghiere erano state recitate da non credenti, sei da cristiani "comuni" e sei da un guaritore. In realtà, tutte le invocazioni erano lette da persone comuni. Solo nel cervello dei devoti l'attività cerebrale è cambiata in risposta alle preghiere. In particolare alcune aree della corteccia cingolata anteriore e prefrontale, che giocano un ruolo chiave nel giudicare l'importanza e la veridicità di quanto dice il prossimo, sembravano "disattivarsi" durante le parti lette dal presunto santone.

CONOSCO I MIEI POLLI Questi risultati, secondo i ricercatori, spiegherebbero perché alcuni individui riescano a esercitare un'influenza così spiccata su altri. Molti dei loro "poteri" dipenderebbero dalla consapevolezza della loro autorevolezza e capacità di persuasione.
Ulteriori ricerche andranno compiute per capire se un meccanismo analogo possa avvenire anche al di fuori dei confini religiosi, di fronte a figure particolarmente stimate, come medici, politici o anche famigliari.

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13 Maggio 2010