13 comportamenti da evitare al primo incontro

Pochi secondi possono bastare, per spingere una persona a detestarci o a desiderare di trascorrere più tempo con noi. Alcuni piccoli gesti o atteggiamenti riescono a renderci antipatici da subito: ecco quelli da evitare, secondo la scienza.

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Quante volte vi è capitato di uscire delusi da un primo incontro, e di ricredervi in seguito? Non tutti, però, sono disposti a concedere una seconda occasione. La prima impressione è quella che conta. O come diceva Oscar Wilde: «non c'è una seconda occasione per fare una buona prima impressione».
Ecco allora 13 atteggiamenti da evitare al primo contatto con qualcuno (di persona o online), se non volete che diventi anche l'ultimo.

Postare troppe foto su Facebook. Spesso ci si conosce sui social ancora prima di stringersi la mano. In quel caso, però, attenti a non esagerare con le foto caricate: secondo uno studio della Birmingham Business School, condividere troppi scatti di sé non mette i nostri contatti a proprio agio. In particolare gli amici non sembrano gradire troppe foto di familiari, e i parenti vivono con insofferenza l'eccesso di foto con gli amici.

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Avere troppi o troppo pochi amici virtuali. Se qualcuno ancora prima di incontrarvi, dovesse scandagliare il vostro profilo Facebook, anche il numero di amici potrebbe mettervi nei guai. Meglio non vantarne troppi, né troppo pochi: uno studio del 2008 sugli studenti dell'Università del Michigan ha dimostrato che il numero ideale è intorno a 300. Di più, e sembrerete a caccia di consensi e popolarità; 100 o meno, e i vostri livelli di gradimento saranno sottoterra (non ti è amico nessuno, perché dovrei esserlo io?). Un altro studio del 2014 ha dimostrato che 338 è la media degli amici virtuali per un individuo adulto. Il motivo per cui ci piacciono quelli con una cerchia simile potrebbe essere questo.

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Aprirsi troppo presto (o troppo poco) su questioni personali. Anche se lo scambio di confidenze è una delle basi delle amicizie in età adulta, la tempistica e la quantità di segreti condivisa non sono dettagli da poco. Se vi aprite troppo presto su questioni molto personali (come una relazione extraconiugale di un parente), con una persona che conoscete appena, sembrerete inaffidabili e fragili. Meglio rivelare dettagli meno scomodi come ricordi dell'infanzia, o il proprio hobby preferito, spiega uno studio dell'Illinois State University. Anche la reciprocità è d'obbligo: secondo lo stesso studio, le persone insicure che pongono all'altro molte domande personali, senza "scucire" alcun dettaglio di sé, risultano antipatiche da subito.

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Nascondere le proprie emozioni. Meglio essere onesti su quello che si prova, anche se non sempre sembra socialmente accettabile. Un esperimento del 2016 ha dimostrato che gli attori che reagivano naturalmente ad alcune scene divertenti o tristi di film, venivano giudicati più simpatici, amichevoli ed estroversi di attori istruiti per guardare le stesse scene, nascondendo le proprie emozioni. Questo avviene perché tendiamo a investire nell'amicizia di qualcuno che possa rispondere alle nostre emozioni in modo reciproco.
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Avere un cognome difficile da pronunciare. D'accordo, questo non dipende da voi, ma sappiate che se il vostro cognome è troppo lungo o pieno di suoni consonantici, partite da una posizione di svantaggio. Uno studio del 2012 ha dimostrato che saremmo più inclini a scegliere per una posizione amministrativa locale un politico che abbia un cognome più corto e chiaro, di un candidato dal lungo cognome impronunciabile (ovvero Renzi, Di Maio e Salvini funzionano meglio di Inscrarachi, Quagliariello e Oberhuberhof).

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Avere una foto del profilo troppo ravvicinata. Di questo è bene tenere presente nei rapporti di lavoro. Secondo uno studio della Caltech, avere una foto del profilo su LinkedIn scattata da 45 cm di distanza rischia di farci sembrare meno affidabili e attraenti che averla da 135 cm. Al prossimo scatto, allontanatevi dall'obiettivo.

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Fare i falsi modesti. Capita spesso, tra amici o in ambito lavorativo, di avere a che fare con qualcuno che, invitato a parlare di un suo difetto, citi un tratto che difetto non è (per esempio: sono un perfezionista, un tipo troppo ordinato, puntuale al decimo di secondo). Questo atteggiamento non ci fa risultare simpatici: secondo uno studio pubblicato sulla Harvard Business School, è più facile che a un colloquio venga preso chi è onesto sulle proprie debolezze. Meglio, piuttosto, confessarne una che non sia immediatamente collegata al lavoro per cui si sta applicando.

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Mostrarsi troppo servizievoli. Aiutare gli altri è un merito, a patto che di altruismo non si ecceda. Almeno sulle prime infatti, un eccesso di gentilezza potrebbe essere interpretato come un comportamento interessato, motivato da secondi fini, o messo in atto solo per sfigurare. A dimostrare la reazione, per certi versi sorprendenti, a conoscenti troppo prodighi di aiuto è stato un esperimento pubblicato nel 2010 sulla Harvard Business Review, in cui alcuni studenti hanno dimostrato di non voler collaborare nuovamente con un compagno di squadra esageratamente generoso. Se queste conseguenze non vi convincono, c'è una spiegazione: l'esperimento è stato fatto su pochi studenti (dunque non è conclusivo) e non è stato ripetuto.
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Sudare per l'agitazione. Per carità, non fatevi vedere - o "annusare" - sudati! L'odore della vostra ansia porta istintivamente le persone a farsi un'opinione negativa sul vostro conto. In uno studio del 2013, alcuni partecipanti hanno visto video di donne impegnate in diverse situazioni, e intanto hanno annusato alcuni campioni di sudore (sudore di chi si era allenato in palestra; di una persona agitata o di una persona agitata che aveva messo il deodorante). Le donne osservate mentre i soggetti annusavano campioni di sudore "da ansia", sono state percepite come meno competenti, affidabili e sicure di sé delle altre. La sola presenza di deodorante è bastata ad attenuare la percezione negativa.
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Vantare amicizie importanti. La tentazione di dichiararsi "amici di" può essere forte, quando si conosce qualcuno (specialmente se ci si sente in una posizione minoritaria). Ma attenti, potrebbe costarvi cara: questo vizio ci fa percepire come manipolatori davanti agli altri. In un esperimento del 2009, alcuni studenti dell'Università di Zurigo hanno interagito con partner-ricercatori via mail. Gli scienziati hanno scritto a seconda dei casi, che avevano giocato a tennis con Roger Federer, che erano amici di Federer, che erano fan di Federer, o non lo hanno nominato affatto. Più forte risultava l'associazione con il personaggio famoso, più i ricercatori in incognito risultavano antipatici.

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Non sorridere mai. Sembrerà banale (e non sempre è facile farlo durante un incontro tra sconosciuti), ma sforzatevi di sorridere. Uno studio dell'Università del Wyoming su oltre 100 donne ha dimostrato che le foto di altre donne sono considerate più amichevoli e simpatiche, se queste sorridono, indipendentemente dalla posizione del corpo (di apertura o di chiusura) assunta. Sorridere al primo incontro aiuta l'interlocutore a ricordarsi di noi più a lungo; e i sorrisi risultano facilitare gli incontri, anche quando si interagisce mediante avatar, in realtà virtuale.
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Mostrare esplicitamente che qualcuno non ti piace. Diversi studi dimostrano che piacersi è una questione di reciprocità: se pensiamo di piacere a qualcuno, sarà anche più facile che quel qualcuno ci piaccia. Vale anche per l'accoglienza: se pensiamo che qualcuno ci accetterà nel suo gruppo, ci comporteremo in modo più amichevole nei suoi confronti, e questo farà sì che ci accolga in modo più caloroso. Perciò se non avete ancora un'opinione certa su una persona, comportatevi a priori come se vi piacesse: aumenterete le possibilità di piacerle a vostra volta (e farete sempre in tempo a cambiare idea).

Quante volte vi è capitato di uscire delusi da un primo incontro, e di ricredervi in seguito? Non tutti, però, sono disposti a concedere una seconda occasione. La prima impressione è quella che conta. O come diceva Oscar Wilde: «non c'è una seconda occasione per fare una buona prima impressione».
Ecco allora 13 atteggiamenti da evitare al primo contatto con qualcuno (di persona o online), se non volete che diventi anche l'ultimo.

Postare troppe foto su Facebook. Spesso ci si conosce sui social ancora prima di stringersi la mano. In quel caso, però, attenti a non esagerare con le foto caricate: secondo uno studio della Birmingham Business School, condividere troppi scatti di sé non mette i nostri contatti a proprio agio. In particolare gli amici non sembrano gradire troppe foto di familiari, e i parenti vivono con insofferenza l'eccesso di foto con gli amici.