Economia

Sei un genio degli affari? Ringrazia i tuoi ormoni!

Altro che vicende politiche e fiducia degli investitori! A influenzare l'andamento delle contrattazioni finanziarie potrebbe essere qualcosa di molto più... fisiologico: il dosaggio ormonale dei broker. (Elisabetta Intini, 2 maggio 2008)

Il trucco per fare soldi a palate in Borsa? Un buon livello di testosterone. Almeno secondo uno studio dell'Università di Cambridge, guidato dal neuroscienziato ed ex uomo d'affari John Coates. Che gli ormoni fossero in qualche modo collegati al mondo dell'economia, Coates lo sospettava dai tempi in cui lavorava come operatore finanziario, quando vedeva i suoi colleghi maschi passare dall'euforia alla depressione. Strano a dirsi, le donne apparivano immuni a questi sbalzi d'umore. È stato allora che il ricercatore ha pensato che potesse esserci lo zampino del testosterone.
Più ormone, più soldi. Così Coates e la sua equipe hanno misurato i livelli ormonali nella saliva di 17 agenti finanziari della City (Londra). I campioni sono stati prelevati per 8 giorni lavorativi consecutivi, alle 11.00 e alle 16.00, due orari che cascano appena prima e appena dopo il picco di affari di una giornata in Borsa. Durante l'esperimento i ricercatori hanno registrato anche profitti e perdite dei rider. In 14 casi su 17, i volontari hanno guadagnato di più nei giorni in cui mostravano un'elevata dose mattutina di testosterone.
Il più forte sono io. Che il responsabile del successo negli affari sia proprio quest'ormone? Coates pensa di sì. Oltre a regolare il comportamento sessuale maschile, infatti, il testosterone entra in gioco quando un uomo si sente coinvolto in una competizione. Prendiamo, per esempio, due atleti impegnati in una gara di nuoto: in entrambi il livello di testosterone salirà prima della sfida, e toccherà picchi esponenziali nel vincitore. Che si sentirà euforico per i risultati raggiunti e tenderà a prendere decisioni più impulsive e audaci, aumentando così le chance di trionfare di nuovo. E come nello sport, anche nell'arena della Borsa entra in gioco una buona dose di agonismo.
Troppo prudenti o troppo avventati. A bilanciare l'azione eccitante del testosterone ci pensa il cortisol, un ormone che il nostro organismo produce in risposta allo stress. Ha un effetto inibitore, e spinge a valutare con prudenza i possibili rischi di qualunque decisione. Gli scienziati hanno appurato che il suo dosaggio varia - nel caso degli uomini d'affari - in base all'instabilità del mercato. In periodi d'incertezza finanziaria, il rischio è che l'alto tasso di cortisol dissuada gli agenti dal rischiare, provocando una certa immobilità economica. Non che troppo testosterone sia meno pericoloso: gli operatori di borsa potrebbero sentirsi eccessivamente sicuri di sé, e compiere operazioni azzardate.

2 maggio 2008
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