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Economia

Perché la Russia ha chiesto il pagamento del gas in rubli?

Vladimir Putin ha ordinato che le forniture di gas ai Paesi occidentali siano pagate in rubli e non in dollari come previsto dai contratti. A quale scopo?

Dopo l'articolo sul significato di default economico e sulle sue conseguenze per la Russia, ecco altre 3 domande e risposte sulla decisione che costringerebbe a pagare le forniture di gas russo in rubli, anziché in dollari o euro, come da contratto.

Che cosa ha deciso Putin. Il 23 marzo Vladimir Putin ha ordinato che i paesi considerati "ostili" alla Russia paghino le forniture di gas esclusivamente in rubli, anziché in dollari com'è previsto dai contratti in essere. Putin ha anche dato disposizioni alla Banca Centrale Russa di mettere a punto entro 7 giorni un nuovo processo che consenta di eseguire queste transazioni. 

Perché la Russia vuole che il gas sia pagato in rubli? 
Il primo e più importante motivo è quello di arginare la svalutazione della moneta russa rispetto al dollaro e all'euro, innescata dall'aggressione Russa in Ucraina e dalle sanzioni decise dai Paesi occidentali. Se il 24 febbraio, giorno dell'invasione, un euro valeva 75 rubli, il 7 marzo per un euro ci volevano 148 rubli. La decisione di Putin ha portato nel giro di poche ore a un apprezzamento del rublo, che nel pomeriggio del 23 marzo si attestava a 108 nei confronti dell'euro e 98 nei confronti del dollari (contro i 139 del 7 marzo).

Se i Paesi che acquistano rubli sono tanti, il valore del rublo cresce. Per pagare in rubli, infatti, i Paesi esteri devono acquistarli. Costringere i Paesi occidentali a pagare le forniture di gas in rubli permette quindi al Cremlino di sostenere la propria moneta. Putin sta dunque imponendo di sostenere la moneta russa agli stessi Paesi che l'hanno fatta crollare attraverso le sanzioni.

Questa mossa permette inoltre alla Russia di tenere alto il prezzo del gas e di mantenerne il controllo. Gas più caro significa maggiori profitti e quindi maggiori risorse per sostenere anche dal punto di vista economico gli altissimi costi dell'operazione militare in Ucraina. Dai primi riscontri sembra che Putin sia riuscito nel suo intento: nella giornata del 23 marzo, poche ore dopo l'annuncio, il prezzo del gas ha chiuso le contrattazioni con un aumento del 27% rispetto al giorno precedente. 

La Russia può modificare unilateralmente i contratti di fornitura?
Com'era logico attendersi, la decisione di Putin non è piaciuta ai Paesi occidentali, che hanno già attivato task force legali per capire fino a che punto la richiesta di Mosca debba essere considerata vincolante. I contratti di fornitura sono infatti denominati in dollari o in euro e secondo gli esperti forzare il pagamento in rubli rappresenterebbe una modifica delle clausole, oltre che un modo per aggirare le sanzioni.

24 marzo 2022 Rebecca Mantovani
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