Quanto distano le città da qualunque punto della Terra: le mappe

Un progetto quantifica e illustra i tempi necessari, ovunque ci si trovi, per raggiungere il primo importante centro urbano: un esercizio che ha portato a galla alcuni dati interessanti.

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La mappa della disparità di accesso alle aree urbane: si va dal giallo dei luoghi che garantiscono di arrivarvi in pochi minuti, al viola, che indica tempi di quasi una settimana.|The Malaria Atlas Project, University of Oxford

Una collaborazione internazionale di ricercatori che comprende esperti di Google e dell'Università di Oxford con il Malaria Atlas Project, ha creato una serie di mappe che mostrano i tempi di spostamento tra ogni luogo del mondo e le grandi città. Il lavoro descritto su Nature mette in luce alcuni aspetti relativi a urbanizzazione, accessibilità dei servizi e disuguaglianze economiche.

 

In un contesto storico che vede ormai azzerate le distanze "virtuali", poter raggiungere fisicamente i luoghi in cui i servizi economici, sanitari e scolastici si concentrano è ancora una necessità cruciale per molti.

 

Vedi anche: le mappe che non vi hanno fatto vedere a scuola. | The Malaria Atlas Project, University of Oxford

 

Il metodo. Per capire quanto tempo richieda arrivare alla più vicina città di almeno 50 mila abitanti dai vari punti del pianeta, i ricercatori hanno incrociato i dati di Open Street Map (relativi alle strade, anche rurali, disponibili) e del Google roads database (per stimare la distanza dalle strade), ottenendo una sintesi dell'accessibilità urbana mondiale aggiornata al 2016 - quella precedente risaliva al 2000. Come tipo di trasporto si è scelto di mappare quello via terra - strade, ferrovie - e via acqua (per esempio su fiumi), escludendo invece il trasporto aereo. 

 

Forbice ampia. Si è così osservato, per esempio, che l'80% delle persone nel mondo vive entro un'ora di distanza da una città, con una notevole differenza, però, tra Paesi a reddito alto e non: nei primi gode di questo vantaggio il 90,7% della popolazione, in quelli più poveri, concentrati nell'Africa sub-sahariana, soltanto il 50,9%. Anche in questo caso è dunque evidenziata la forte correlazione tra reddito basso e inaccessibilità dei servizi, un punto di cui ricordarsi in vista degli Obiettivi di Sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite.

 

Che cosa emerge. Le mappe (che potete esplorare qui) confermano in parte quanto già sappiamo - per esempio che le aree desertiche, anche in Paesi ad alto reddito come l'Australia, sono particolarmente isolate - ma rivelano anche qualche sorpresa: nonostante l'abbondanza di aree rurali, negli USA, soltanto una bassa percentuale di popolazione vive distante da una città.

 

 

14 Gennaio 2018 | Elisabetta Intini