Quando le borse non stanno in campana

Le fluttuazioni di borsa nei periodi immediatamente precedenti alle crisi hanno un andamento simile ai a ciò che precede le "esplosioni" dei fenomeni naturali (maremoti, terremoti, ecc).

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Quando le borse non stanno in campana
Le fluttuazioni di borsa nei periodi immediatamente precedenti alle crisi hanno un andamento simile ai a ciò che precede le "esplosioni" dei fenomeni naturali (maremoti, terremoti, ecc).

 

Secondo un matematico giapponese è possibile prevedere i crack delle borse tramite l'analisi statistica di alcuni parametri finanziari. Mercati all'insegna del toro (simbolo del rialzo) o ennesima bufala?
Secondo un matematico giapponese è possibile prevedere i crack delle borse tramite l'analisi statistica di alcuni parametri finanziari. Mercati all'insegna del toro (simbolo del rialzo) o ennesima bufala?

 

Un sistema matematico capace di predire le crisi delle borse e gli andamenti dei titoli è il sogno di molti=#0000ff>: pochi colpi di mouse per vendere o acquistare qualche lotto di azioni e improvvisamente ci si troverebbe più ricchi di Bill Gates.
Un team di ricercatori giapponesi, pur non avendo ancora identificato la miracolosa equazione, ha tuttavia fatto alcune scoperte interessanti sulle fluttuazioni dei titoli nei periodi che precedono le grandi crisi dei mercati.
Su e giù. Yoshiharu Yamamoto e i suoi colleghi hanno studiato l'andamento dello Standard & Poor's S&P 500, un indice utilizzato per la valutazione del mercato azionario americano, focalizzando l'attenzione sulle piccole fluttuazioni di lungo periodo. Tali oscillazioni solitamente hanno un andamento di tipo gaussiano: ciò significa che variazioni di ridotta entità si manifestano con maggior frequenza rispetto a quelle grandi. Riportando su un grafico questi piccoli spostamenti si ottiene così la classica curva a forma di campana.
Campane d'allarme. Osservando però l'andamento delle fluttuazioni nei due mesi precedenti le grandi crisi come il Lunedì Nero del 19 ottobre 1987, questa regola sembra non valere più: fluttuazioni di ogni entità diventano ugualmente probabili in ogni periodo di tempo compreso tra quattro minuti e due settimane, e la campana si appiattisce.
Tale andamento critico è del tutto analogo a quello osservato nei movimenti sismici tra un terremoto e l'altro o tra i battiti del cuore prima di una crisi cardiaca. L'unica differenza è che nei movimenti di borsa le probabilità dell'evento critico non sono legate alle sue dimensioni.
Cattivi profeti. Al momento non è ancora chiaro come le decisioni dei singoli operatori possano condizionare negativamente i mercati, così come è ancora presto per dire se le intuizioni di Yamamoto e dei suoi colleghi daranno un giorno vita a un sistema d'allarme in grado di segnalare l'approssimarsi di un crack. E' infatti concreto il rischio che compaia un fenomeno noto come profezia auto avverante: l'annuncio di una crisi finanziaria potrebbe cioè scatenare il panico tra gli operatori e spingerli a vendere i propri titoli in modo incontrollato, facendo precipitare una situazione già precaria.

(Notizia aggiornata al 28 febbraio 2006)

 

28 febbraio 2006