Nobel per l'Economia 2019 ad Abhijit Banerjee, Esther Duflo e Michael Kremer

Il premio di quest'anno a una serie di studi che negli ultimi vent'anni hanno migliorato e reso meno astratti i tentativi di eradicare la povertà mondiale.

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Abhijit Banerjee, Esther Duflo e Michael Kremer, vincitori del Nobel per l'Economia 2019. | Niklas Elmehed

Abhijit Banerjee, Esther Duflo e Michael Kremer hanno vinto il Premio Nobel per l'Economia 2019 "per il loro approccio sperimentale nell'affrontare il problema della povertà globale" - una delle sfide più complesse per i legislatori di tutto il mondo, ma anche per chi si occupa di ricerca nel campo dell'Economia dello Sviluppo. Abhijit Banerjee e Esther Duflo, marito e moglie, insegnano al Massachusetts Institute of Technology di Cambridge, USA; Michael Kremer è attualmente all'Università di Harvard nella stessa città.

 

Il merito principale degli scienziati premiati è quello di aver introdotto una nuova, più efficace chiave per studiare le cause della povertà globale e contribuire alla sua eradicazione. Si tratta di dividere il problema in domande più piccole e precise, che siano più facilmente affrontabili attraverso esperimenti mirati sul campo, nelle aree in cui vi è la maggiore necessità.

 

Negli ultimi 20 anni, questo tipo di approccio ha contribuito al raggiungimento di risultati concreti. Il benessere economico (misurato in Prodotto Interno Lordo) è raddoppiato nei Paesi più poveri dal 1995 al 2018, e nello stesso arco di tempo la mortalità infantile è dimezzata. Resta ancora molto da fare: oltre 700 milioni di persone cercano di sopravvivere con redditi ben al di sotto della soglia minima di sussistenza.

 

Nobel per l'Economia 2019
Gli studi dei tre scienziati premiati hanno dimostrato che gran parte della differenza in produttività tra Paesi ad alto reddito e a basso reddito dipende dalle differenze interne ai Paesi più poveri, dove alcuni individui hanno a disposizione tecnologie avanzate e altri producono le stesse merci con mezzi vecchi e non aggiornati. | Johan Jarnestad/The Royal Swedish Academy of Sciences

Analisi rigorosa. Come ha spiegato al telefono Esther Duflo, la seconda donna (e la più giovane) a ricevere un Nobel per l'Economia, i tre scienziati hanno «lavorato per capire le radici profonde e interconnesse della povertà. Troppo spesso, i decisori politici cadono in generalizzazioni sulle persone in povertà, pensano che siano completamente disperate, o pigre, o improvvisate, senza capirne le cause».

 

Per esempio, il problema della povertà globale è strettamente legato alla necessità di migliorare l'apprendimento scolastico dei ragazzi e la salute infantile. Nei loro primi lavori, i tre scienziati hanno cercato di capire quali interventi potessero migliorare gli esiti scolastici dei bambini dei Paesi in via di Sviluppo, con costi contenuti. In questi Paesi, i libri di testo sono scarsi e i bambini arrivano spesso a scuola affamati. Se gli alunni avessero accesso a più libri e potessero avere pasti scolastici gratis, il loro rendimento migliorerebbe?

 

Dalla teoria alla pratica. Alla metà degli anni '90, Michael Kremer e colleghi decisero di trasferire parte del loro gruppo di ricerca dai ricchi laboratori degli Stati Uniti nordorientali alle zone rurali del Kenya occidentale, per rispondere a queste domande con esperimenti sul campo, in collaborazione con ONG locali. In questo modo è stato possibile applicare scrupolosamente il metodo sperimentale, osservando le condizioni che gli studenti affrontano ogni giorno.

 

Kremer ha coinvolto molte le scuole che avevano bisogno di supporto e le ha divise in gruppi diversi in modo casuale. Alcuni ragazzi hanno ricevuto più libri, altri ancora pasti gratis, e il diverso incremento di risorse è stato collegato ai risultati ottenuti nell'apprendimento. Si è così capito che né l'abbondanza di libri, né i pasti gratis (pur migliorando la qualità di vita dei ragazzi) fanno realmente la differenza ai fini dell'apprendimento. Il problema principale in molte scuole di Paesi in via di Sviluppo è la scarsità di insegnanti realmente preparati alle esigenze dei ragazzi.

 

Duflo e Banerjee hanno sfruttato questa intuizione per mettere a punto programmi di recupero scolastico nelle due città indiane di Mumbai e Vadodara, fornendo figure che potessero assistere gli insegnanti seguendo da vicino i bambini bisognosi di supporto. Anche in questo caso le scuole sono state divise in più gruppi, per confrontare gli effetti ottenuti. Si è visto che prendersi cura dei bambini più in difficoltà migliorava l'apprendimento nel breve e nel medio periodo.

 

Nobel per l'Economia 2019
Studi sul campo di Banerjee e Duflo hanno dimostrato che il tasso di vaccinazioni triplica nei villaggi in cui venga dato accesso a cliniche mobili con personale sempre disponibile. E aumenta ancora di più se ai genitori viene dato un sacchetto di lenticchie come piccolo incentivo per aver immunizzato i figli. Questo tipo di incentivi non risolve completamente il problema, perché nelle scelte di salute preventiva intervengono spesso fattori non razionali. | Johan Jarnestad/The Royal Swedish Academy of Sciences

Lo stesso approccio è stato poi trasferito ad altri settori come il miglioramento della salute pubblica, l'accesso a forme di microcredito, l'adozione di nuove tecnologie (per esempio in ambito agricolo): tutti tasselli del complicato puzzle di benessere e povertà mondiale. I tre scienziati premiati hanno lavorato sempre in prima linea.

 

14 ottobre 2019 | Elisabetta Intini