Podio o fanalino di coda? L'Italia e gli italiani in 10 (+ 1) classifiche internazionali

Siamo i più vecchi d'Europa, ma anche quelli che bevono meno alcolici e con più palestre. Un paese mediamente felice e abbastanza tartassato. E sulla corruzione...  Ecco alcune classifiche interessanti sull'Italia.

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Più vecchi. Siamo il paese più vecchio d'Europa: il 21,4% dei cittadini ha più di 65 anni, rispetto a una media Ue del 18,5%, e il 6,4% ne ha più di 80, contro una media di 5,1%.
Ma è tutta l'unione europea che invecchia: si prevede che nel 2080 gli ultrasessantacinquenni saranno il 30% (31,3% in Italia, che però perderà il suo primato a favore di Slovacchia, Portogallo e Germania), mentre gli ultraottantenni, il 12% della popolazione (il 13,3% in Italia).

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Felici? insomma. E l'Italia è il 50esimo paese più felice al mondo, secondo il World Happyness index, un indice che tiene conto di diversi fattori: reddito procapite, welfare, aspettative di vita e salute, libertà di scelta, generosità e corruzione percepita. Il più felice è la Svizzera, seguito da Islanda, Danimarca, Norvegia, Canada, Finlandia, Paesi bassi, Svezia, Nuova Zelanda, Australia. Gli Usa sono 15esimi, il Regno Unito 21esimo, la Germania 26esima, la Francia 29esima e la Spagna 36esima. Gli ultimi 5 posti della classifica sono invece occupati da: Rwanda, Benin, Siria, Burundi e Togo, ultimo al 158esimo posto.

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Tra i più tassati. Secondo i dati di Trading Economics l'Italia è 19esima al mondo per la pressione fiscale. Nel nostro paese la pressione fiscale inciderebbe sul 47,9 del reddito (per l'Istat invece è al 43,2%). L'anno scorso era il 47,3 % del reddito. Il paese dove si pagano più tasse? Il Chad (pressione fiscale al 60%). Quelli dove se ne pagano meno? Dagli Emirati Arabi ai paradisi fiscali di Bahamas e isole Cayman, dove la tassazione è pari a zero.

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Per fare affari? Non siamo messi bene. E l'Italia è il 38esimo paese nella classifica di Forbes dei migliori paesi al mondo dove fare affari. Una posizione intermedia tra i grandi paesi europei e quelli dell'est come Bulgaria, Romania, Ungheria, e la Grecia. A guidare la classifica è la Danimarca, seguita da Hong Kong, Nuova Zelanda, Irlanda, Svezia, Canada, Norvegia Singapore, Svizzera e Finlandia. Chi ha stilato la classifica ha tenuto conto di vari fattori come tutela dei diritti di proprietà, innovazione, tasse, tecnologia, corruzione, libertà (personale, commercio e monetaria), burocrazia, tutela degli investitori e performance del mercato azionario (i dati si riferiscono al 2014, quando non era ancora partita in Italia la riforma del lavoro - il jobs Act).

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Tra i peggiori nell'uguaglianza (economica). Tra i record negativi, c'è quello della disparità economica: l'Italia è il 6° paese in Europa (e il 11° tra i paesi OCSE) per disparità dei redditi. Lo dice il rapporto Ocse pubblicato a maggio 2015: il reddito medio del 10% degli italiani più ricchi è 11 volte quello del 10% dei più poveri. Il coefficiente Gini che misura le differenze nella distribuzione della ricchezza (va da 0 a 1 e più è alto e maggiore è la disparità) in Italia è salito dallo 0,313 del 2007 allo 0,327 del 2013, il sesto più alto in Europa. L'1% più ricco della popolazione italiana detiene il 14,3% della ricchezza nazionale, praticamente il triplo rispetto al 40% più povero, che ne detiene solo il 4,9%.

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Corrotti, purtroppo. Un altro dei primati negativi dell'Italia è la corruzione percepita: siamo al 69° posto nel mondo e al 1° in Europa, per la corruzione percepita, secondo il Corruption Perception Index 2014 di Transparency International, che riporta le valutazioni degli osservatori internazionali sul livello di corruzione di 175 paesi del mondo. L'indice utilizza una scala da zero (corrotto) a 100 (pulito): il nostro paese con 43 punti è tra le nazioni preoccupanti. A guidare la classifica dei virtuosi, Danimarca e Nuova Zelanda, mentre Nord Corea e Somalia sono il fanalino di coda. Il CPI si basa su un campione statistico di intervistati ai quali viene chiesto quanto ritengono che sia grave la corruzione nel loro Paese: ma non tutti ritengono che l'uso dei sondaggi possa davvero valutare la corruzione di un Paese. La rivista Foreign Policy ha attaccato l'indice perché "le percezioni non sono fatti".

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I più sobri di tutti. Una buona notizia: l'Italia è il paese dove si consuma meno alcool tra i paesi Ocse: "solo" 6,1 litri pro capite all'anno, contro i 12 della Francia, gli 11 della Germania, i 10,1 dell'Australia e i 9,8 litri della Spagna (9,8). Una situazione che l'Ocse valuta di minimo rischio per la salute pubblica: dei 6,1 litri pro-capite, 4 litri sono di vino, 1,4 di birra e 0,7 di superalcolici. L'Italia è inoltre il paese che ha registrato il calo più notevole della quantità media di alcool pro capite consumato tra l'inizio degli anni Novanta e oggi, con una contrazione di oltre il 40%.

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E siamo il paese più "palestrato" d'Europa. Lo dice il rapporto Coop 2015: in Italia ci sono infatti 12 mila palestre, più che in qualsiasi altro paese europeo. Secondo il rapporto siamo anche quelli che si collegano di più internet: più di sei ore al giorno tra computer e smartphone. E tra i più virtuosi in fatto di fumo: "L’Italia scala tutta la classifica europea - si legge - e guadagna la palma del paese a più bassa incidenza di dipendenze dal tabacco, a pari merito con l’Irlanda, primo Paese a introdurre i divieti di fumo nei luoghi pubblici, “bruciando” di un solo anno l’Italia".

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Amanti del gratta e vinci (e delle lotterie). Ma siamo anche il paese dei giocatori incalliti: primi al mondo per l’acquisto dei gratta e vinci, ne stampiamo un quinto della produzione mondiale e deteniamo il record di "macchinette" da gioco, videopoker e slot machine: circa 416.000 (una ogni 150 abitanti) e circa 50.000 video lottery (un terzo di quelle presenti in tutto il mondo). Lo dicono i dati emersi dal seminario su “Ludopatie e Gap nell'era di internet”, svoltosi ad aprile 2015 all'Università La Sapienza di Roma.

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Siamo la casa dei turisti. L'Italia è il quinto paese al mondo per numero di turisti, secondo la classifica della Banca d’Italia: nel 2013 la spesa turistica internazionale è stata di 130 miliardi di euro negli Usa, 47 in Spagna, 43 in Francia, 39 in Cina e 33 in Italia. In base al numero di turisti, invece al primo posto c'è la Francia (85 milioni), seguita da Usa (70), Spagna (61) e Cina (56). L’Italia è sempre al quinto posto con 48 milioni di turisti internazionali. Ma chissà che l'effetto Expo e il boom del turismo estivo (20% di presenze in spiaggia in più secondo Cna Balneatori) non faccia guadagnare qualche posizione al nostro paese nella classifica del 2015.

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Geni, o almeno, tra i più intelligenti del mondo. E dulcis in fundo, c'è anche chi dice che l'Italia sia il 5° paese al mondo per quoziente d'intelligenza dei suoi abitanti (102, in media). A stabilirlo è stato uno studio, un po' discusso per la verità, realizzato tra il 2002 e il 2006 da Richard Lynn, docente di psicologia dell'Università dell'Ulster (UK), e Tatu Vanhanen, un professore finlandese di Scienze Politiche, che ha condotto gli studi sul quoziente d'intelligenza in più di 80 paesi. Meglio di noi fanno solo Taiwan, i cui abitanti avrebbero un Q.I. medio di 104, Giappone (105), Corea del sud (106), Singapore (108) e Hong Kong (108). Ma sono gli stessi autori ad avvertire che: "Questi risultati sono controversi, hanno causato un grande dibattito, dunque vanno interpretati con estrema cautela".
Nella foto, Andrea Maurano, ricercatore italiano del MIT di Boston (USA).

Più vecchi. Siamo il paese più vecchio d'Europa: il 21,4% dei cittadini ha più di 65 anni, rispetto a una media Ue del 18,5%, e il 6,4% ne ha più di 80, contro una media di 5,1%.
Ma è tutta l'unione europea che invecchia: si prevede che nel 2080 gli ultrasessantacinquenni saranno il 30% (31,3% in Italia, che però perderà il suo primato a favore di Slovacchia, Portogallo e Germania), mentre gli ultraottantenni, il 12% della popolazione (il 13,3% in Italia).