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Perché le aziende di tecnologia puntano sulle persone affette da autismo?

Microsoft, SAP e altre aziende di tecnologia assumono (e apprezzano) persone che soffrono di disturbi dello spettro autistico. Sono eccezionali nel verificare il codice dei software.

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| © Hannah Mentz/Corbis

Coloro che sono affetti da autismo trovano spesso difficoltà nella ricerca di un lavoro. La prospettiva più comune è di restare disoccupati oppure di accedere a mansioni poco gratificanti e mal remunerate. Il panorama sta però cambiando in modo significativo, sostiene un articolo comparso su Bloomberg Business: Microsoft, SAP SE, HP Australia e altre aziende che producono e testano software stanno infatti scoprendo che i dipendenti affetti da autismo... hanno una marcia in più (e assumerli è molto vantaggioso).

 

Cambio di prospettiva. La chiave di volta è semplice e difficile insieme: occorre concentrarsi sulle potenzialità di ogni dipendente e non invece su ciò che lo rende differente da un supposto standard. «Dobbiamo creare un atteggiamento culturale in base al quale ci apprezziamo gli uni con gli altri»: sono le parole di Rajesh Anandan, cofondatore di Ultra Testing, un'azienda americana nata nel 2012 per offrire consulenza informatica che assume tantissimi impiegati autistici.

 

Dalle parole ai fatti. L'anno scorso i tecnici di Ultra sono stati impiegati per analizzare ed evidenziare eventuali bug nei software utilizzati dall'azienda che presiede i Webby Awards, cioè i premi che celebrano le eccellenze nel mondo di Internet e dell'informatica.

 

Steve Marchese, executive producer di Webby Media Group, è rimasto entusiasta: «Rispetto ai risultati che avevamo ottenuto internamente, i ragazzi di Ultra hanno individuato un numero di criticità 5-10 volte superiore. Eravamo esterrefatti. È un modo davvero intelligente di utilizzare il dono che hanno queste persone».

 

Le potenzialità. Sembra che le persone affette da autismo siano particolarmente dotate nell'analisi di azioni ripetitive, nel riconoscimento di schemi di funzionamento e dunque sarebbero particolarmente adatte a verificare se un software è ben strutturato oppure no.

 

Proprio queste capacità superiori alla media rende queste persone appetibili per l'industria tecnologica. Un altro esempio? La fondazione danese Specialisterne che da anni si occupa di aiutare le persone con disturbi dello spettro autistico: oggi offre consulenze a una cinquantina di aziende, comprese SAP e Microsoft.

 

La sfida. L'impiego di personale con disturbi nella sfera dell'autismo o con la sindrome di Asperger implica un cambiamento della routine lavorativa, perché stiamo parlando di persone con difficoltà più o meno pronunciate nell'interazione fra colleghi o che possono essere infastidite da uffici particolarmente rumorosi. Una parte del problema può essere risolta facendo lavorare gli impiegati da casa. Questa è la soluzione adottata da Ultra (che ha sede a New York) per gran parte dei suoi lavoratori, che sono sparsi per tutti gli Stati Uniti.

 

Se invece il telelavoro non è possibile, la palla passa interamente ai manager. A loro spetta il compito di trovare modi creativi per interagire con gruppi di persone che hanno abilità relazionali non tradizionali. Il vantaggio è sempre più evidente: oltre che dal punto di vista umano anche da quello aziendale.

 

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4 giugno 2015 | Aldo Fresia