Perché con la carta di credito si deve firmare?

corbis-42-31921855
Diversamente dal bancomat, la carta di credito richiede la firma dell'utilizzatore al momento del pagamento - Foto: © Rick Gomez/Corbis |

Utilizzare una carta di credito per pagare un qualsiasi acquisto equivale, in un certo senso, a chiedere un prestito alla propria banca. La somma verrà infatti addebitata sul conto del cliente il mese successivo. Fino a quel momento è la banca che fa credito al proprio cliente. Perciò come per un contratto, ha bisogno della firma della persona con cui lo stipula. Diverso è il caso dei pagamenti online per cui non è possibile richiedere la firma dell'utilizzatore. In questo caso, però, è richiesto nella maggior parte dei casi il codice di sicurezza collocato sul retro della carta, vicino alla firma.
(Multimedia: come funziona il registratore di cassa)

Debiti e crediti
Diverso è il caso del bancomat, che invece sostituisce, nel momento in cui lo si utilizza, i soldi contanti. La cifra che si deve pagare viene prelevata immediatamente dal conto bancario del cliente, al quale si accede tramite il Pin (Personal identification number). Non a caso, il bancomat è considerato una carta “di debito” e non una carta di credito. Alcuni circuiti stanno emettendo carte di credito particolarmente sicure che prevedono l’utilizzo di un microchip (più sicuro della banda magnetica) e del Pin: in questo caso al cliente, quando utilizza la carta, non è richiesto apporre la propria firma. Alcune banche hanno iniziato a utilizzare anche una carta di pagamento “contactless”, che deve essere solo avvicinata al lettore senza necessità di Pin o di firma. Questa veloce operazione però è consentita solo per importi inferiori a 25 €.
(Ribellatevi alle banche! L'intervista di Focus a Noam Chomsky)

Per approfondire
Si può scrivere sui soldi? Chi ha inventato il simbolo dell'euro? Queste e altre domande e risposte sull'economia

 

21 marzo 2012