E se Apple costruisse un'automobile?

Un incontro segreto tra Apple e Tesla lascia spazio a un'ipotesi suggestiva: l'arrivo dell'iCar. Ecco perchè Apple potrebbe decidere di comprare l'azienda di Elon Musk.

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La Tesla S, già pronta per diventare una... Apple Car (© REUTERS/Lucy Nicholson)

La notizia è di quelle che fanno venire l’acquolina in bocca a tutti gli appassionati di tecnologia: secondo il San Francisco Chronicle la scorsa primavera Adrian Perica, responsabile acquisizioni di Apple, avrebbe incontrato in gran segreto negli uffici di Cupertino Elon Musk, patron di Tesla, co-fondatore di PayPal e indiscusso genio delle nuove tecnologie.

Secondo molti giornalisti ed esperti di rumors della Silicon Valley, questo incontro potrebbe essere il preludio al matrimonio tecnologico del secolo: quello tra il gigante della mela morsicata e una delle industrie automobilistiche più evolute attualmente sul mercato.

Ma, pettegolezzi a parte, cosa c’è di vero o verosimile in questa ipotesi? Che vantaggi potrebbero trarre le due aziende da questa unione?

Verso la iCar
La passione di Steve Jobs per le quattro ruote non è mai stata un mistero: più volte, soprattutto negli ultimi anni della sua vita, il fondatore di Apple ha immaginato una rivisitazione dell’auto in chiave “i”, un concentrato di tecnologia e design al servizio dell’automobilista, perfettamente integrata con la Rete e con il mondo di contenuti e servizi offerti dall’azienda californiana.

Elon Musk: un delfino con i denti da squalo
Con la scomparsa di Steve Jobs il mondo dell’hi-tech ha perso una delle menti più visionarie e brillanti. Nessuno dei manager oggi alla guida di Apple, a partire dal CEO Tim Cook, è riuscito a rimpiazzare l’immagine del fondatore nel cuore del pubblico.

Elon Musk, con la sua propensione a osare (è anche il fondatore di Space X) e a lanciarsi in imprese al limite delle possibilità tecnologiche, potrebbe dare ad Apple quella sferzata creativa e innovativa che gli investitori chiedono ormai a gran voce e che Cook non è ancora riuscito a offrire loro.

Una brutta notizia per il CEO di Apple, la cui poltrona potrebbe essere messa in discussione.

I conti tornano
L’acquisizione di Tesla permetterebbe inoltre a Apple di impiegare almeno una parte dei 160 miliardi di dollari di liquidità che ha attualmente in cassa. Nel corso del 2013 l’azienda fondata da Jobs ha acquistato dal mercato oltre 40 miliardi di dollari di azioni proprie, e ha in programma di acquisirne altri 20 nei prossimi mesi. Un gesto di arroganza finanziaria (“le nostre azioni sono il miglior investimento possibile") che non è piaciuto a parecchi analisti e pezzi grossi di Wall Street.
Una simile iniezione di contante permetterebbe inoltre a Tesla di avviare un processo di crescita senza eguali nella storia dell’industria automobilistica.

Non solo: l’esperienza di Apple nella produzione su larga scala (51 milioni di iPhone e 26 di iPad venduti nell’ultimo trimestre del 2013) aiuterebbe Tesla ad uscire dai problemi di affidabilità che affliggono i suoi modelli più recenti.

Nuovi orizzonti
A partire dalla fine dell’era Jobs il mercato ha iniziato ad accusare Apple di crescita troppo lenta e mancanza di innovazione. Di fatto dopo il lancio di iPhone e iPad (rispettivamente nel 2007 e nel 2010), l’azienda non si è più cimentata in sfide rivoluzionarie. L’iWatch tarda ad arrivare, smartphone e tablet soffrono la concorrenza del binomio Samsung-Google e il Mac, lo storico computer con la mela, è sempre classificabile tra i prodotti di nicchia.

L’unica opzione che rimane a Apple per sopravvivere nel medio-lungo periodo è l’innovazione, che passa per il lancio di nuovi prodotti e l’esplorazione di nuovi business. Tesla sarebbe in questo senso una delle migliori opzioni disponibili: come Apple è lenta a innovare e l’auto si sta pian piano trasformando in un gadget, articolo che Cook & co sanno vendere molto bene.

D’altronde l’interesse di Apple per la connected car, l’auto connessa alla Rete, è stato dichiarato dallo stesso Cook lo scorso anno, quando al WWDC ha annunciato “iOS in the car” ossia la completa integrazione tra i device di Cupertino e le funzioni di bordo delle autovetture di numerose case (Ferrari, Mercedes-Benz, Honda, Jaguar, Volvo, Nissan, Opel e molte altre).

Uno sguardo all'iCar

Ad Apple non mancano certo le risorse economiche per acquistare le competenze necessarie a costruire la sua automobile. Ma come sarebbe l’iCar? Che aspetto potrebbe avere?

Beh, sicuramente dalla penna di Jony Ive, il papà di iOS7, non potrebbe che uscire una vettura minimalista, dal design semplice e pulito. Sarebbe sicuramente supertecnlogica, curatissima nei particolari e, vista l’attenzione di Apple per l’ambiente, a emissioni zero e quindi elettrica. Sarebbe insomma come la Tesla Model S, il prodotto di punta di Elon Musk che, incidentalmente, monta al posto del cruscotto uno schermo touch da 17” che ricorda molto da vicino l’iPad.

Quindi... c'è da crederci? Difficile dirlo, certo è che le due aziende hanno numerosi punti di contatto e la loro unione sarebbe vantaggiosa per entrambi. Per ora possiamo solo stare a guardare e attendere fiduciosi i prossimi keynote. Chissà che il "one more thing" non ci riservi qualche clamorosa sorpresa.

Un fan giapponese di Jobs si è costruito la sua... Apple Car (© REUTERS/Toru Hanai)

20 Febbraio 2014 | Rebecca Mantovani