Le parti del corpo che attirano più soldi

Il Wall Street Journal ha stilato una classifica degli organi su cui gli investitori puntano di più nella caccia a nuovi farmaci e invenzioni mediche.

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Su quali parti del corpo si investono più capitali alla ricerca di nuovi farmaci e tecnologie mediche? Il Wall Street Journal, analizzando i finanziamenti arrivati dai venture capitalist alle imprese emergenti in campo biomedico ha stilato un grafico e una classifica con le regioni anatomiche che attirano più soldi. I dati analizzati vanno, sia in termini quantitativi sia di contratti conclusi, dal 1999 a oggi.  E - dal momento che le start-up sono una delle principali fonti di innovazione in campo medico - i dati sono una misura indiretta di quali terapie hanno più probabilità di arrivare nei prossimi anni fino al letto del paziente.

 

Vecchie glorie. In termini assoluti, cuore e cervello l’hanno fatta da padrone per capitali investiti nella ricerca di farmaci, e non è una sorpresa, visto che le malattie cardiovascolari sono le top killer nel mondo, e il morbo di Alzheimer è considerato un problema esplosivo per i prossimi anni (saranno sempre più le persone colpite a causa dell’invecchiamento della popolazione).

 

Con 710 milioni di dollari investiti nel 2013, però, il cuore è ben lontano dalle vette del 2007, quando la ricerca fu finanziata con oltre 2 miliardi di dollari. Dal mercato si sono ritirati i finanziatori che guardavano allo sviluppo di dispositivi come stent e bypass, soggetti a criteri più stringenti e procedure più lunghe per l’approvazione da parte dell’ente regolatorio, la Food and drug administration. L’investimento nel 2013 è stato il più basso dal 1999.

 

Stesso discorso per il cervello: i finanziamenti, dopo gli entusiasmi per possibili nuove cure per il morbo di Alzheimer, sono diminuiti negli ultimi anni, anche se il primo semestre del 2014 ha visto una ripresa, probabilmente per alcune novità dal mondo della ricerca.

 

 

Organi emergenti. I ritardi nell’approvazione di nuovi dispositivi ha raffreddato gli entusiasmi degli investitori anche verso le ossa. In campo ortopedico sono stati investiti circa 480 milioni di dollari l’anno scorso, meno della metà rispetto agli anni 2000.

 

Disturbi come la degenerazione maculare, disturbo della retina che porta alla perdita progressiva della vista, sono quelli per cui si intravedono possibili ritorni in termini di cure.

 

Per l’orecchio, di solito tenuto in minima considerazione, i primi mesi del 2014 hanno invece visto un aumento degli investimenti: un milione di dollari, poco in termini assoluti, ma più del doppio rispetto agli anni passati.

 

Top e cenerentole. Le ghiandole endocrine, tra cui spicca il pancreas con la ricerca di trattamenti migliori per il diabete, è stato il settore secondo per finanziamenti nel 2013, e il primo nei mesi iniziali del 2014.

 

Tra le cenerentole cui il venture capital dedica scarsa attenzione c’è l’apparato urinario, beneficiato però da un unico grosso investimento a una compagnia che sta sviluppando un trattamento per le infezioni urinarie all’inizio del 2014, e il fegato, da sempre fanalino di coda per investimenti.

 

23 Settembre 2014 | Chiara Palmerini