Gli schiavi di Naivasha

Le pessime condizioni di lavoro dei coltivatori di rose nelle serre del Kenya, uno dei primi produttori di fiori del mondo.

Per il prossimo San Valentino pensate di "dirglielo con un fiore"? Se il vostro omaggio florale potesse parlare, probabilmente racconterebbe una storia fatta di manodopera a basso costo, di pesticidi utilizzati senza controllo e condizioni di lavoro al limite della schiavitù.
Gran parte dei fiori che in occasione delle grandi ricorrenze invade i mercati americani ed europei è infatti di provenienza esotica:  il clima temperato e la grande disponibilità di lavoro a poco prezzo rendono i paesi del sud del mondo la zona ideale per le produzioni floreali.
Una logistica supertecnologica e una catena dl freddo non meno efficiente di quella dell'industria alimentare provvedono poi a recapitare questi fiori nei negozi nostrani, freschi e profumati come se fossero appena colti (vedi Focus 232 in edicola dal 21 gennaio per saperne di più).
Ma le condizioni di chi lavora nelle piantagioni sono davvero pessime, come raccontato in questo video girato qualche anno fa in una serra di Naivasha, in Kenya, dove la coltivazione delle rose è la terza industria del paese.
Dobbiamo quindi rinuciare a regalare fiori ? No, a patto di scegliere prodotti eticamente sostenibili come quelli promossi da Fiore Giusto, Fair Flower Fair Plants, Flower Label Program e altre sigle riconducibili al mondo delle OnLus e del commercio equo e solidale.
Aquistando questi fiori si ha la certezza di comprare prodotti coltivati in Italia o che arrivano da aziende del sud del mondo impegnate nella corretta gestione dei lavoratori e nella tutela del risorse naturali.
19 Gennaio 2012

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