L'anno senza estate dimezza la raccolta di miele

Primavera-estate 2014: pioggia e freddo notturno hanno decimato le fioriture e di conseguenza il nettare. Le scorte degli alveari si sono ridotte e quest'anno avremo meno miele. Ma ci sono anche altri guai per le api.

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Un'ape mellifera al lavoro. Piogge e temporali disturbano la normale attività di esplorazione degli insetti impollinatori.|wenjihel, Flickr

Il maltempo che ha funestato l'umore e le vacanze degli italiani ha letteralmente tolto il cibo di bocca alle api che ronzano sul nostro territorio. In particolare, le piogge e l'inconsueto freddo notturno fuori stagione hanno compromesso il naturale andamento delle fioriture, riducendo pesantemente la produzione di nettare. Niente nettare, niente miele: e infatti la raccolta degli apicoltori per il 2014 è magra, attorno al 50% di miele in meno rispetto al previsto.

 

Poco cibo. «Una così alta piovosità durante il periodo delle fioriture, che va da primavera a ottobre, impedisce il normale ciclo di sviluppo del fiore, che muore e non dà nettare», spiega Raffaele Cirone, presidente della Federazione Apicoltori Italiani. «Le api non possono così compiere la bottinatura, la raccolta di nettare da trasformare in miele, e di polline di cui nutrirsi. Una carenza di alimentazione che oltre a incidere sulla produzione mellifera riduce drasticamente la capacità di difesa immunitaria dell'alveare.»

Intrusi pericolosi. «Quella del 2014 è stata e sarà la peggiore stagione produttiva per gli apicoltori da 50 anni a questa parte», continua Cirone, «ma per chi produce miele quello del clima - se pur infausto - è un fattore fisiologico con cui bisogna fare i conti. Più preoccupante è l'arrivo nel nostro territorio di due specie invasive di parassiti, che le api nostrane non sanno combattere. Uno è la Vespa velutina, un calabrone di origine asiatica arrivato in Italia dalla Francia, dove è presente da una decina d'anni, attraverso il confine con la Liguria

 

Insetti killer: Vespa velutina.

Killer seriali. L'insetto attacca le api direttamente all'ingresso degli alveari, arrivando a ucciderne decine in poche ore. La sua presenza è destinata a influire negativamente sulla produzione di miele. «L'altro killer, ancora più temibile, è l'Aethina tumida, o coleottero degli alveari, un piccolo scarabeo di origini sudafricane segnalato proprio in questi giorni in Calabria. È la prima volta che si registra la sua presenza in Europa e in Italia, dove è arrivato forse attraverso le attività commerciali del porto di Gioia Tauro

 

Insetti killer: il coleottero degli alveari (Aethina tumida).

Piove sul bagnato. Due problemi, quello climatico e quello delle minacce biologiche, che vanno a gravare su un settore già messo a dura prova dalle morie di api causate dai pesticidi utilizzati in agricoltura, dai virus che infettano questi impollinatori o dagli agenti disinfestanti liberati nell'aria per uccidere altri insetti (come la zanzara tigre).

 

«Gli effetti della presenza sul territorio dei due nuovi parassiti saranno più visibili nei prossimi anni», conclude Cirone. «Oggi l'apicoltore è costretto a dover affrontare anche la minaccia di nuove specie invasive di cui si conosce molto poco. Negli ultimi anni il ricambio annuale del patrimonio apistico nazionale è di circa la metà degli insetti. In altre parole la perdita del 30, 40 o 50% di api all'anno è purtroppo diventata di ordinaria amministrazione

 


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18 Settembre 2014 | Elisabetta Intini