Kodak e la fine del suo impero fotografico

In vendita le pellicole fotografiche.

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Kodak, oberata da circa 7 miliardi di dollari di debiti, si vede costretta a tagliare i rami improduttivi dell’azienda e svende il reparto pellicole fotografiche. Con quest’ultima mossa, la società spera di risollevare le proprie sorti.

"Niente più pellicole: ora si punterà su stampa, imballaggi e servizi alle imprese"
Ciribiribì Kodak - Il processo di digitalizzazione dell’informazione ha rivoluzionato il mondo dell’informazione, migliorandolo sotto molti punti di vista. L’informazione è diventata più veloce, più immediata, più aperta. Tutti, grazie ai mezzi digitali, possiamo trasformarci in foto e video-reporter e, nel giro di pochi secondi, condividere la notizia creata con tutto il mondo. D’altro canto, però, chi non ha saputo cogliere al volo questo cambiamento e approfittare delle opportunità che offriva, ha sicuramente patito la trasformazione. Negli anni abbiamo così assistito alla dissoluzione di moltissime aziende che, a cavallo tra gli anni ’70 e ’80 del secolo scorso avevano dettato legge in molti ambiti. Ne è un esempio Kodak, ormai con più di un piede nella fossa del fallimento.

Svendita - Dopo aver fatto richiesta del famigerato “Capitolo 11” alla fine dello scorso anno (una sorta di amministrazione controllata, ultimo passo concesso dalla giurisdizione statunitense prima di dichiarare bancarotta), Kodak non è mai più riuscita a riprendersi. Inutili i tentativi - vani per altro - di vendere il proprio tesoretto - le migliaia di brevetti relativi alla digitalizzazione e stampa dell’immagine - per fare cassa. Sinora nessuno si è mai fatto seriamente avanti (come vedremo tra poco) e Kodak, a fronte di un patrimonio societario di circa 5 miliardi di dollari, “vanta” un debito quantificabile a circa 7 miliardi di dollari. Troppo, per poter continuare a vivacchiare come fa ormai da diverso tempo.

I gioielli di famiglia - E dire che, almeno sulla carta, i moltissimi brevetti Kodak fanno gola a parecchie società. Tanto che, si vociferava nelle scorse settimane, Google, Apple, Samsung, LG e altre società erano pronte a formare un cartello e presentare un’offerta unica per l’intera proprietà intellettuale di Kodak. Sarà forse per le pretese troppo alte avanzate dalla multinazionale statunitense o per un interesse nemmeno troppo reale della controparte, ma i brevetti sono rimasti tutti nella cassaforte Kodak. E con i “gioielli di famiglia” praticamente invendibili, gli amministratori fallimentari hanno dovuto guardare altrove per tentare di ripianare il debito.

Addio pellicole - Kodak, con un comunicato inviato alla stampa non più di un paio di giorni fa, ha annunciato così la sua marcia indietro. I suoi 1100 brevetti rimarranno nel portafogli societario, almeno per il momento, mentre verrà dismessa la storica attività di produzione di pellicola per macchine fotografiche. Un colpo al cuore per i romantici della fotografia, da sempre molto legati ai rullini giallo-rossi della multinazionale statunitense. Nonostante Kodak avesse annunciato l'anno scorso di voler proseguire nella produzione e commercializzazione di pellicola fotografica, ora c’è bisogno di fare i conti con la realtà. E soprattutto di fare i conti con i creditori. Si tagliano così i rami secchi, per dare la possibilità ai piccoli arbusti ancora in vita di riprendersi rigogliosi. Kodak ora si concentrerà sulle soluzioni commerciali, sulla stampa, sull’imballaggio e sui servizi alle imprese. E al bando tutti i sentimentalismi. (sp)

Momento amarcord: Ciribiribì Kodak



27 Agosto 2012