Il supermercato dei prodotti mai venduti

Negli Usa c'è un magazzino che fa da archivio mondiale di ogni prodotto mai uscito sul mercato, compresi quelli che non sono riusciti a farsi acquistare.

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NewProductWorks: singoli esemplari di oltre 140.000 prodotti invenduti - perché fallimentari - dagli anni '70 a oggi.

Ogni giorno migliaia di prodotti raggiungono gli scaffali dei supermercati, pronti a sedurci in quello che i sociologi chiamano lo spettacolo della merce. Ma non tutti raggiungono il loro obiettivo (quello di farsi acquistare), anzi: molti prodotti non superano la prova scaffale e presto escono di produzione, invenduti e inesorabilmente destinati al macero. Con una unica eccezione che serve a salvare un esemplare (uno solo), che da molte parti del mondo viene spedito negli Usa, al NewProductWorks (NPW).

 

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Uno scorcio del reparto dedicato ai prodotti per la pulizia della casa di NewProductWorks.

Archivio. Alloggiato in un parco industriale di Ann Arbor, nel Michigan (Usa), e concepito come un vero e proprio supermercato, l'NPW è l'assortimento più completo al mondo di confezioni di prodotti alimentari e articoli per la casa - più di 140.000 - dove trovano spazio anche i fallimenti e i prodotti dalla breve vita.

 

Merce non in vendita, ma raccolta e organizzata al solo scopo di creare un archivio storico del comportamento dei consumatori.

 

Per imparare dagli errori. La NPW è infatti una società di ricerche di mercato che dagli anni '30 è specializzata in lanci di prodotti. Gli scaffali del suo magazzino/archivio contengono di tutto: dalle caramelle al gel per capelli e ai barattoli di burro di arachidi.

 

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Curiosità: i meccanismi che ci spingono a comprare. | JOHN LLOYD/Flickr

Di ogni prodotto c'è un solo articolo, e per gli addetti ai lavori è più che sufficiente: ogni giorno, responsabili del marketing di svariate aziende vi si recano in pellegrinaggio per imparare dagli errori dei loro concorrenti. Si aggirano in piccoli gruppi tra i corridoi del supermercato fantasma per raccogliere idee, tra packaging moderno o di prodotti che risalgono addirittura agli anni '70.

 

«I visitatori fanno un salto indietro nel tempo nella giungla del consumismo americano, che racconta la storia della nostra cultura», dichiara Marilyn Raymond, vicepresidente di GfK Global, la società che gestisce l'iniziativa.

 

La psiche del consumo. La sfilata di prodotti sugli scaffali è un vero e proprio specchio della psiche del consumo americana. Vi si trovano prodotti che non hanno neppure fatto in tempo a varcare gli oceani: dallo shampoo per capelli oleosi, sconfitto dall'autostima degli acquirenti che mai avrebbero ammesso tale untuosità, ai Kleenex antivirali, che ebbero la sfortuna di essere lanciati anzitempo, nel 1984, quando la mania salutista era solo agli inizi (oggi forse andrebbe diversamente).

 

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Curiosità: piccoli colpi di genio dei designer. | Nikita Konkin

E così via, fino agli omogeneizzati per adulti, probabilmente sfiduciati dal fatto che nel marchio ci fosse la parola "singles": scena triste per un adulto quella di starsene da solo acasa, a mangiare omogeneizzati (e la pubblicità, lo sappiamo, vende sogni).

 

Questione di design. Ma non ci sono solo fallimenti: tra i 140.000 articoli esposti spiccano anche storie di successo che possono ispirare e, soprattutto, tanti imballaggi intelligenti, perché un modo diverso di presentare il solito prodotto spesso si rivela vincente. Raccogliendo oggetti da tutto il mondo, il supermercato di NewProductWorks è anche una delle più incredibili collezioni di design industriale mai viste.

21 Dicembre 2017 | Eugenio Spagnuolo