I nuovi 20 euro: come sono, come vengono realizzati e perché sono difficili da contraffare

La Banca Centrale Europea ha presentato la nuova versione delle banconote da 20 euro, che dal prossimo 25 novembre, sostituendo progressivamente quelle in circolazione. I nuovi 20 euro somigliano alle vecchie banconote, ma hanno alcune caratteristiche per essere più riconoscibili e più difficili da falsificare. Ecco come sono fatte e come vengono prodotte.

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Ecco la nuova banconota in circolazione dal 25 novembre. La scritta "Specimen" indica che si tratta di una copia digitale e non di un esemplare originale)

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Retro. La banconota, disegnata dal bozzettista berlinese Reinhold Gerstetter, avrà la cartina dell’Europa con l’aggiunta di Malta e Cipro, che nella vecchia non erano presenti; la scritta EURO sarà presente nei caratteri latini, greci e cirillici e l’acronimo BCE (Banca Centrale Europea) sarà riportato in nove lingue anziché cinque.

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Una banconota gigante alla presentazione dei nuovi 20 euro. La nuova banconota al pari degli altri biglietti già in circolazione, diventerà un forte simbolo di integrazione. Come la prima serie, emessa nel 2002, la seconda serie di banconote in euro mostra stili architettonici di diversi periodi, nonché immagini di ponti e una carta geografica dell’Europa a indicare come la moneta unisca i popoli dell’area dell’euro.

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Difficilissime da contraffare L’immagine principale, le iscrizioni e la cifra di grandi dimensioni indicante il valore sono stampate in rilievo, come nella precedente versione. Ma la cifra brillante in basso a sinistra produce l’effetto di una luce che si sposta in senso verticale. Il numero inoltre cambia colore, passando dal verde smeraldo al blu scuro.
La finestra nella parte superiore dell’ologramma integra il ritratto di Europa. Muovendo la banconota, la finestra mostra anche il numero indicante il valore incorniciato da linee iridescenti; sul retro il valore compare invece scritto più volte in cifre iridescenti.

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La filigrana con ritratto. Guardando i 20 euro in controluce è possibile vedere il ritratto di Europa. Si tratta della figura della mitologia greca tratta da un vaso di 2 mila anni fa rinvenuto in Italia meridionale e oggi custodito al Louvre di Parigi.

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L'originale. Il vaso, Europa e l'immagine sui nuovi Euro.

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Come (e dove) si fa. Le banconote vengono stampate nello stabilimento del Servizio Banconote della Banca d'Italia, a Roma. La materia prima è carta prodotta da 100% fibra di cotone, nella quale figurano già la filigrana, il filo di sicurezza e l'ologramma (applicati da una cartiera accreditata dalla BCE). Ha una consistenza particolare affinché maneggiandola possa presentare la "sonorità" tipica della banconota autentica.

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La preparazione della carta. Un particolare della carta su cui verrà stampata la banconota.

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L'oleogramma, una volta colorato, apparirà così.

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Stampa offset. La carta così preparata viene sottoposta al primo processo di stampa, attraverso una macchina offset: in questa fase viene impressa una porzione del disegno di fondo.

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Il colore. Anche in un processo così evoluto e automatizzato sono previsti interventi manuali: qui, per esempio, un operatore controlla il caratteristico inchiostro blu.

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Il colore. Sono stati ripresi gli stessi colori dominanti dei biglietti della prima serie, ma le tonalità risultano più forti per agevolare il riconoscimento delle singole banconote per le persone con problemi visivi.

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Le spatole con cui viene spalmato il colore.

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Controlli di qualità. Il foglio con le banconote parzialmente stampate (sul fronte e sul retro) viene sottoposto a un primo controllo della qualità di stampa e alla ricerca di eventuali difetti.

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Secondo processo di stampa . Una seconda parte dell'immagine viene stampata attraverso la serigrafia. È in questa fase che compare il 20 verde smeraldo.

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Controlli di qualità. Il foglio con le banconote parzialmente stampate (sul fronte e sul retro) e serigrafate viene sottoposto a un ulteriore controllo della qualità di stampa e alla ricerca di eventuali difetti.

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Terzo processo di stampa. È la fase di stampa più importante, quella calcografica. I fogli passano attraverso lastre metalliche, inchiostrate, sulle quali è incisa la parte rimanente del disegno, tra cui gli elementi in rilievo percepibili al tatto.

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Terzo processo di stampa. È la fase di stampa più importante, quella calcografica. I fogli passano attraverso lastre metalliche, inchiostrate, sulle quali è incisa la parte rimanente del disegno, tra cui gli elementi in rilievo percepibili al tatto.

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Quasi pronte?

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Il numero di serie. Credete che la banconota sia ora completa? Vi sbagliate. C'è ancora il numero di serie da imprimere: operazione compiuta attraverso un punzone.

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Fine della stampa. Il processo di stampa si conclude con l'applicazione di un rivestimento protettivo che conferirà alle banconote una maggiore resistenza rispetto alla precedente generazione. I fogli contenenti le banconote vengono poi impilati e inviati alla macchina tagliatrice.

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Primo taglio. Una prima macchina taglia i fogli in orizzontale, producendo file di banconote ancora attaccate tra loro in verticale.

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Secondo taglio. Un'altra le taglia in verticale, separandole tra loro.

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Confezionamento. Con una fascetta le banconote vengono chiuse a mazzette (da 100 banconote l'una). Le mazzette vengono poi impilate in una colonna da 10, chiamata balletta.

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Confezionamento 2. Le ballette sono disposte su file da 10 e mandate alla macchina inscatolatrice.

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Inscatolamento. Quanto contiene ogni scatola? Il conto è presto fatto: 100 banconote x 10 mazzette x 10 ballette = 10.000 banconote, ciascuna del valore di 20 euro. Valore totale: 200.000 euro!

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Uscita. Terminato il processo, le scatole escono dallo stabilimento per essere trasportate alla rete di filiali della Banca d'Italia e da qui alle banche commerciali.

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Test di laboratorio 1 Per verificare che le banconote rispondano fedelmente ai rigorosi standard richiesti, alcuni esemplari vengono prelevati a campione e sottoposti ad alcuni test. Qui viene simulato l'invecchiamento attraverso l'immersione in una soluzione.

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Test di laboratorio 2. Un altra prova prevede che la banconota sia immersa in pallini di plastica e fatta vibrare attraverso un'apposita macchina per un intervallo di tempo prefissato. Questo simula il deterioramento meccanico del biglietto.

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Test di laboratorio 2. Un altra prova prevede che la banconota sia immersa in pallini di plastica e fatta vibrare attraverso un'apposita macchina per un intervallo di tempo prefissato. Questo simula il deterioramento meccanico del biglietto.

Ecco la nuova banconota in circolazione dal 25 novembre. La scritta "Specimen" indica che si tratta di una copia digitale e non di un esemplare originale)
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