I modi più strani (e coraggiosi) per andare al lavoro

In parapendio, in hovercraft, attraversando fiumi a nuoto. Oppure in aereo per risparmiare sull'affitto: quando pendolare fa rima con geniale.

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A nuoto. Chissà che a qualcuno non venga l’idea di farlo anche a Roma, approfittando del Tevere: recarsi al lavoro a nuoto attraverso il fiume, come Abdul Mallik (nella foto), un insegnante di Malappuram (India), che per raggiungere i suoi studenti ogni giorno, si fa qualche chilometro a nuoto da diversi anni. Perché? Semplice: è il modo più veloce per arrivare in classe. «Se vado in autobus, mi ci vogliono tre ore per coprire la distanza di 12 kmÅ ha ammesso. E i vestiti? Li tiene in una busta al sicuro e all’asciutto, pronto a indossarli appena arriva a riva.

cox

Con il parapendio. Certo se si potesse volare… Detto, fatto: Paul Cox (nella foto), quando il tempo lo permette, al lavoro ci va con una specie di parapendio a motore (paramotore), dal suo giardino a Gwalchmai nel Galles del nord, in modo da sbrigare in mezz’ora i 16 chilometri che lo separano dal posto di lavoro. Una volta a destinazione, richiude semplicemente la macchina in una valigia e se la porta in ufficio. Cox, che ha 53 anni, di mestiere fa il sorvegliante per la Royal Navy e spesso lavora in un cantiere navale di Holyhead. L’idea di "volare" al lavoro gli è venuta dopo una vacanza in Spagna, ad Alicante, dove ha imparato a usare il parapendio nel 2012.

kieffer

In monociclo. L’autobus non passa? La metro è troppo affollata? L’auto non sapete dove metterla? C’è sempre il monociclo, su esempio del newyorkese Benjamin Kieffer (nella foto), che ogni giorno cavalca il suo per andare a lavorare nel centro di Manhattan. Kieffer ha spiegato che il suo pendolarismo è la parte del giorno che gli piace di più. Secondo lui, le metropolitane sono anguste, i taxi sono costosi, e camminare è noioso. Così ha deciso per un monociclo, che ha imparato a usare da bambino in una scuola circense. E l’insolito mezzo di trasporto non gli impedisce di indossare giacca e cravatta.
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Con il salvagente. E che non si dica che i pendolari fantasiosi sono solo di sesso maschile. Elizabeth Miranda (in foto), insegnante di Sitio Barogante, un villaggio remoto delle Filippine, ogni giorno attraversa cinque fiumi e diversi sentieri, mettendoci ore solo per raggiungere i suoi studenti (Video). E alcuni di questi fiumi sono così impetuosi da richiedere persino l’uso di un salvagente. Intervistata ha ammesso che a volte la paura prende il sopravvento. Ma poi il pensiero di vedere la sua classe le fa tornare il coraggio.

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In aereo... ogni giorno. Che a Londra le case costino un occhio della testa è noto, ma sicuri che prendere l’aereo ogni giorno da Barcellona, per raggiungere la city sia la scelta migliore? Sì, secondo Sam Cookney che vive nel centro di Barcellona, in Spagna, e per recarsi al lavoro prende aereo per l'aeroporto di Stansted di Londra ogni mattina di buon'ora. La decisione - come ha raccontato al news.au - si è resa necessaria quando ha scoperto che vivere in Spagna e prendere un aereo low cost per 4 giorni a settimana gli costava un migliaio di euro in meno che vivere in un appartamento nella zona di Londra. Piccolo dettaglio: ogni viaggio richiede 5 ore e mezza di tempo, ma il 32enne Cookney dice che non gli pesa poi tanto: ha imparato a dormire in aereo, recuperando un po’ del sonno perduto. La sua storia ha fatto il giro del mondo nel 2015. Nel frattempo Cookney ha fatto perdere le sue tracce e non si sa se abbia trovato una soluzione più comoda.

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In hovercraft. C’è anche chi mette a frutto le proprie conoscenze tecnologiche per creare un mezzo di trasporto ad hoc, come hanno fatto le sorelle Heidi e Ashley Benedict da Cordova, Illinois (Usa), che hanno costruito nientemeno che un hovercraft per attraversare il Mississippi ogni mattina e risparmiare così tempo prezioso: la costruzione dell’imbarcazione ha richiesto 6 mesi e utilizza due motori da tosaerba vecchi: in questo modo le sorelle Benedict risparmiano un'ora e mezza nei loro spostamenti quotidiani.

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In auto... ma per 600 km. Immaginate qualcuno che ogni giorno vada in macchina da Firenze a Roma per lavorare. È più o meno quello che fa l’ingegnere californiano David Givens che percorre 600 km al giorno ì per recarsi da Mariposa, dove vive, a San José, dove lavora, e ritorno. Il tutto gli costa intorno a 800 dollari al mese di carburante. La sua pervicacia gli ha fatto vincere anche il primo posto al concorso “Longest America Commute”, che premia proprio i pendolari che fanno più strada ogni giorno. Per compiere ogni tratta, Givens impiega circa 3 ore, ma si dice fortunato: anzitutto viaggia con la moglie, poi si dice contento di poter rimirare ogni giorno il bel panorama naturale della California. L'ambiente, purtroppo, non ringrazia.

A nuoto. Chissà che a qualcuno non venga l’idea di farlo anche a Roma, approfittando del Tevere: recarsi al lavoro a nuoto attraverso il fiume, come Abdul Mallik (nella foto), un insegnante di Malappuram (India), che per raggiungere i suoi studenti ogni giorno, si fa qualche chilometro a nuoto da diversi anni. Perché? Semplice: è il modo più veloce per arrivare in classe. «Se vado in autobus, mi ci vogliono tre ore per coprire la distanza di 12 kmÅ ha ammesso. E i vestiti? Li tiene in una busta al sicuro e all’asciutto, pronto a indossarli appena arriva a riva.