Fare shopping col cervello

Lo shopping è un piacere che nasce nel cervello. È quello che hanno scoperto alcuni scienziati statunitensi con una nuova ricerca.

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Fare shopping col cervello
Lo shopping è un piacere che nasce nel cervello. È quello che hanno scoperto alcuni scienziati statunitensi con una nuova ricerca.
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Il nostro cervello ha un’area dedicata allo shopping. Non è dato sapere se esiste anche un’area specifica per i saldi di fine stagione, quel che è certo è che in una recente ricerca gli scienziati della Carnegie Mellon University (Pennsylvania), della Stanford University (California) e del MIT Sloan School of Management (Massachusetts) sono riusciti per la prima volta a prevedere, osservando il funzionamento dei circuiti cerebrali, se un soggetto acquisterà o meno un certo prodotto.

Il piacere di comprare
La ricerca ha preso in esame ventisei volontari sottoposti a risonanza magnetica a cui erano presentati, tramite un monitor, diversi oggetti che potevano realmente acquistare con 20 dollari messi a loro completa disposizione. Mentre i soggetti visionavano un prodotto di loro gradimento, una specifica area del cervello che presiede all’anticipazione della percezione del piacere, il "nucleus accumbens", si attivava. Quando invece il prezzo era eccessivo, la corteccia mediale prefrontale, associata alla valutazione dei guadagni e delle perdite, si disattivava. Studiando questo funzionamento gli scienziati sono stati in grado di prevedere il comportamento dei soggetti: all’attivazione dell’area del piacere infatti corrispondeva sempre la decisione di acquisto.

L’economia parte dal cervello
Lo studio si inserisce in un nuovo filone di ricerca battezzato “neuroeconomia”, una disciplina a metà strada tra neurologia ed economia che si propone di sondare i processi mentali e neurologici alla base delle nostre spese. Se già studi precedenti avevano dimostrato che esistono aree del cervello che presiedono ai guadagni e alle perdite finanziarie, oggi è chiaro che anche lo shopping stimola queste aree. Sarebbe quindi una percezione di piacere opposta a una di fastidio alla base delle nostre spese.

Pericolo carta di credito
Ma la scoperta non finisce qui. Gli studiosi hanno infatti notato un altro dettaglio interessante: l’acquisto con carta di credito, in grado di ridurre la percezione della perdita, produrrebbe una minore sensazione di spesa. Ciò potrebbe rivelarsi un pericolo per i soggetti affetti da disturbi del comportamento che li costringono a spese compulsive. 

(Notizia aggiornata all'8 gennaio 2007)

08 Gennaio 2007