Economia

Apple, l’Italia e la garanzia di due anni

Rischia il blocco per un mese.

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Il braccio di ferro tra l’Antitrust italiano ed Apple prosegue senza soste. L’azienda di Cupertino rischia lo stop delle vendite dei prodotti per 30 giorni, se non si adegui ai 2 anni di garanzia legale, previsti per tutti i venditori.

"Apple sostiene che le autorità italiane si starebbero sbagliando"
Cartellino giallo - Lunedì scorso, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha nuovamente ripreso Apple, accusandola di non essere affatto trasparente nella sua politica aziendale nei confronti del servizio d’assistenza. La legge italiana (ed europea) prevede, infatti, che il venditore si faccia carico della garanzia biennale prevista per tutti i prodotti elettronici, mentre Apple si limita - stando a quanto riporta il suo sito Internet - a informare i clienti del solo anno a carico della casa produttrice. La garanzia conosciuta come "commerciale".

L’imputato è AppleCare - Apple, in realtà, non è la sola azienda ad applicare questa politica, ma è l’unica a possedere negozi monomarca, che dovrebbero appunto fornire tutti i servizi del caso nel secondo anno di garanzia. L’azienda di Cupertino, per essere precisi, offre ai suoi clienti la possibilità di estendere la sua assistenza - anche telefonica - di un ulteriore anno, ma per farlo richiede il pagamento del servizio AppleCare - alla modica cifra di 69 euro - che sarebbe proprio al centro della disputa: l’Antitrust italiana sostiene, infatti, che questo tipo di garanzia aggiuntiva non sarebbe lecita e i clienti dovrebbero essere correttamente informati sulla normativa vigente che distingue tra garanzia legale e commerciale.

La prima volta - Apple, dal canto suo, si difende, dicendo che la nostra legge è stata male interpretata dall’Antitrust e che i servizi previsti sono assolutamente garantiti, anche negli Apple Store. L’AppleCare coprirebbe, invece, tutto ciò che normalmente non spetta ai clienti, come per esempio la consulenza telefonica. Non è la prima volta che la casa della mela morsicata viene sanzionata per colpa del servizio post-vendita: per gli stessi motivi, durante lo scorso mese di dicembre, è stata multata per una cifra prossima al milione di euro.

Nulla è cambiato - Secondo l’Antitrust, nonostante siano trascorsi oltre sei mesi, in casa Apple non sarebbe cambiato nulla e, a questo punto, l’azienda guidata da Tim Cook rischia la recidiva, con una seconda multa di 300.000 euro. E non è tutto: oltre alla sanzione pecuniaria, Apple rischia un’ulteriore punizione, che potrebbe avere conseguenze davvero deleterie. Le autorità italiane potrebbero, infatti, decidere di bloccare le vendite di tutti i prodotti made in Cupertino per 30 giorni di seguito, al fine di convincere l’azienda ad adeguarsi alle normative nazionali.

Rischi del mestiere - Gran brutta storia per Apple, che a questo punto si ritrova a dover fronteggiare un “aut aut” davvero insidioso: da un lato può scegliere di scendere a patti con le leggi vigenti, dall’altro può perseverare nella sua dubbia condotta e precludersi - almeno temporaneamente - uno dei mercati più importanti in Europa. Non è poi da escludere che, sulla scia dell’Italia, altre nazioni decidano di prendere provvedimenti analoghi, per tutelare i loro cittadini, e allora sì che l’estate potrebbe diventare davvero bollente per Cook e soci. (sp)

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5 luglio 2012
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