12 cose che (forse) non sai sui jeans

Il capo di abbigliamento più venduto e i suoi segreti.

con_h_5.00047377nuremberg_chronicles_f_58v_1shutterstock_373453690gioventuoldjeandscon_h_00452539con_h_6.18016167con_h_6.18639043con_h_7.14107080con_h_005103861234con_h_00452554Approfondimenti
con_h_5.00047377

COMPLEANNO. Alcuni storici fanno risalire la data di nascita dei jeans al 20 maggio 1873, il giorno in cui Jacob Davis e Levi Strauss ottennero il brevetto per i blue jeans.

nuremberg_chronicles_f_58v_1

GENOVA O NIMES? Ma la storia dei jeans era iniziata secoli prima. Nel XV secolo a Chieri vicino Torino si produceva un tipo di tela blu usata per coprire le merci nel porto di Genova. La traduzione di Genova in francese "Gênes" sarebbe all'origine della parola Jeans. La parola denim invece è una americanizzazione della denominazione francese "serge de Nimes", un tessuto nato nel medioevo a Nîmes, in Francia, con cui si facevano i calzoni indossati dai marinai genovesi.

Altre 10 cose che (forse) non sai sulle mappe

shutterstock_373453690

BLU O VERDI? Il loro nome originale, blue jeans, ci deve ricordare che non è affatto amico dell'ambiente, almeno in termini di impronta idrica, perché per confezionarne un paio occorre molta acqua. Secondo i calcoli di Water Footprint Network per produrre un solo paio di jeans occorrono

gioventu

IN GUERRA. I blue jeans hanno iniziato a diffondersi durante la seconda guerra mondiale grazie ai soldati americani che li indossavano quando non erano in servizio. Poi a metà degli anni 50, la svolta: diventano popolari tra i giovani, come simbolo di ribellione adolescenziale, dopo che James Dean li indossa in Gioventù bruciata (1955).

oldjeands

ALL'ASTA. Il 25 maggio 2001 un'incaricata della Levi's ha acquistato su eBay un paio di jeans centenari, nella foto, ritrovati in una miniera, per 46.532 dollari. Ne sono state riprodotte 500 copie vendute a 300 dollari l'una.

con_h_00452539

L'IDEA DEL JEANS SLAVATO. Il primo a lavare un nuovo paio di jeans per ottenere l'effetto consumato, ancora oggi di moda, fu Marty Friedman, proprietario di Limbo, un negozio dell'East Village di New York. Sul finire degli anni 60 mandò i jeans nuovi in lavanderia per dargli l'effetto vintage, che tanto piaceva alla sua clientela hippy.
Nella foto, la lavanderia Wash Italia di Berardo Lucci, specializzata nel processo di lavorazione del denim.

con_h_6.18016167

IL COTONE. Da una balla di cotone si ottengono circa 215 paia di jeans. Le coltivazioni di cotone coprono 34 milioni di ettari della superficie della terra e secondo Ethical Consumer utilizzano il 25% degli insetticidi del mondo e il 10% dei pesticidi. Produrre jeans dunque non è sempre sostenibile.

con_h_6.18639043

ETICA E JEANS. Ethical Consumer ha anche realizzato una guida online interattiva all'acquisto dei jeans, in base al comportamento etico dei produttori. Le due aziende più virtuose del settore? Sono inglesi: la Howies e la Monkee Soil Association.

con_h_7.14107080

9. DOVE NASCONO OGGI. Oltre il 50% del denim è prodotto in Asia, in particolare in Cina, India e Bangladesh. Il paese occidentale più attivo nella produzione dei jeans è invece il Messico.
Nella foto un lavoratore dell'industria tessile di Dhaka, in Bangladesh.

con_h_00510386

IL PESO. Capire se un paio di jeans è più adatto all'estate o ai mesi freddi non è difficile: basta leggere il peso, se indicato, o pesarlo. Se pesa sulle 10 once (280 grammi) è leggero. Se il peso invece va dalle 12 alle 21 once è un denim pesante, più adatto alla stagione invernale.
Nella foto, Matteo Renzi, primo presidente del consiglio a indossare i jeans in occasioni ufficiali.

1234

XXXXXXXXXXXXXL I jeans più grandi del mondo? Quelli nella foto: misurano 50 metri e li hanno cuciti nel 2009 gli studenti dell'Istituto Arabo di moda (Tunisia).

con_h_00452554

SPORCO... QUANTO? Josh Le, studente all’Università dell'Alberta, ha condotto un esperimento indossando i suoi jeans per 15 mesi senza lavarli, ma tenendoli all’aria aperta solo per tre volte a settimana giusto per togliere via gli odori. Dopo aver contato i batteri presenti sui pantaloni, li ha lavati e ha rifatto l’esperimento dopo 15 giorni.
Risultato? Al termine dell’esperimento, i jeans sono stati analizzati da Rachel McQueen, docente di Ecologia umana della stessa università, che sorprendentemente non vi ha riscontrato alcun pericolo per la salute: normale flora cutanea, con una maggiore concentrazione di batteri nella zona del cavallo ma nessun batterio fecale. Per saperne di più.
Nella foto, un paio di jeans degli anni Venti.

COMPLEANNO. Alcuni storici fanno risalire la data di nascita dei jeans al 20 maggio 1873, il giorno in cui Jacob Davis e Levi Strauss ottennero il brevetto per i blue jeans.