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Lo strano campo magnetico di Giove: completamente diverso da quello terrestre

Le linee di forza che escono dal polo nord magnetico rientrano in due punti: uno vicino al polo sud e uno nei pressi dell'equatore. Che cosa produce una distribuzione tanto disomogenea?

Una rappresentazione delle linee di campo magnetico di Giove.|(Moore et al./Nature)

La prima mappa approfondita del campo magnetico di Giove, misurato a vari livelli di profondità dalla sonda Juno, restituisce l'idea di un groviglio confuso - molto diverso dallo schema del campo magnetico terrestre e da qualunque altro modello finora conosciuto.

 

Che il campo di forza del pianeta gassoso fosse peculiare, lo si sapeva da tempo. Basti pensare che, se il diametro di Giove è circa 11 volte più esteso di quello della Terra, il suo campo magnetico è 20 mila volte più intenso. Ora un'analisi pubblicata su Nature delle prime otto orbite di Juno, la sonda della NASA che si trova a 4.000 km dalla superficie di Giove, rivela che le linee di forza del suo campo magnetico non emanano dal polo nord per rientrare al polo sud, come avviene per la Terra (assimilabile a una gigantesca calamita).

 

Un gran disordine. Le linee di campo che escono da una vasta regione al polo nord rientrano, su Giove, in due punti separati: uno vicino al polo sud e un altro vicino all'equatore, in un'area che i ricercatori hanno ribattezzato Grande Macchia Blu. Non solo. Le componenti non-dipolari del campo magnetico, cioè quelle che non favoriscono né un polo né l'altro, non sono equamente distribuite tra nord e sud come nel campo magnetico terrestre. Si trovano quasi tutte concentrate nell'emisfero nord.

Come si forma? Prima dei dati di Juno, raccolti sulla superficie e a quattro livelli di profondità, nessuno poteva immaginare un simile livello di complessità. La scoperta apre interessanti speculazioni su come queste linee di forza siano generate all'interno del pianeta. Il campo magnetico terrestre è generato dai fluidi che conducono elettricità all'interno del nucleo. Giove però è probabilmente formato da elio e idrogeno, che non sono buoni conduttori.

 

Si pensa che la grande pressione negli strati più interni del pianeta possa portare alla formazione di idrogeno metallico allo stato liquido, capace di condurre elettricità e generare le condizioni per un campo magnetico così asimmetrico. In totale, Juno ha in programma 34 orbite di Giove. Il mistero potrà forse chiarirsi nei prossimi mesi.

 

09 Settembre 2018 | Elisabetta Intini
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