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Perché alcuni orologi europei sono in ritardo di 6 minuti

Una disputa politica tra Serbia e Kosovo ha causato piccole deviazioni di corrente nella rete elettrica condivisa del continente. Con conseguenze sulla precisione di alcuni orologi digitali.

In ritardo per una "questione balcanica"? La scusa non regge. Iniziate a regolare la sveglia...|Shutterstock

Negli ultimi giorni avrete forse sentito accennare al ritardo di 6 minuti accumulato da alcuni orologi digitali europei. Quelli di forni, microonde, impianti di riscaldamento e radiosveglie (e in generale gli apparecchi più vecchi collegati a una presa) potrebbero aver accusato, nelle ultime settimane, un rallentamento dovuto a una questione politica aperta nei Balcani.

 

Niente panico. Il disservizio non riguarda tutti gli orologi nelle nostre case, inclusi quelli da polso o dei cellulari, come alcuni titoli allarmistici porterebbero a credere. Come ricorda Paolo Attivissimo sul blog Il Disinformatico, «non c'è nessun dramma temporale collettivo»: la questione interessa solo alcuni tra gli apparecchi che tengono il tempo basandosi sulla frequenza di corrente della rete elettrica e non sui cristalli di quarzo. 

 

La rete elettrica europea eroga una corrente alternata, in cui cioè la polarità (+/-) viene invertita continuamente nel tempo. Questa inversione avviene a una frequenza fissa di 50 Hz (50 inversioni di polarità al secondo).

Interconnessi. Quando i consumi di elettricità sono superiori all'energia prodotta, la frequenza si abbassa: la rete elettrica europea è però impostata per compensare le variazioni di frequenza e mantenerla costante al variare dei consumi. Così dovrebbe essere, ma la politica ci ha messo lo zampino.

 

Da metà gennaio la rete elettrica europea ha perso circa 113 GWh perché il Kosovo ha consumato più energia del dovuto e la Serbia, che in base a un accordo siglato nel 2015 avrebbe dovuto provvedere a quella mancante, non l'ha fatto per dispute politiche che si trascinano dalla fine della Guerra dei Balcani (2001).

 

Ritorno alla normalità. L'ENTSO-E, l'ente che rappresenta decine di gestori di reti elettriche in Europa, ha invitato le parti a risolvere le radici politiche della questione, e ha chiarito in un comunicato che il problema tecnico sarà sanato entro qualche settimana. In realtà la frequenza corretta - o per lo meno un valore molto vicino ad essa - parrebbe già essersi ristabilita (qui trovate il dato aggiornato in tempo reale).

 

13 Marzo 2018 | Elisabetta Intini
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