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La medusa aliena avvistata nell'Adriatico è una scoperta di MeteoMeduse

Si chiama Pelagia benovici e appartiene a una specie mai vista prima nel Mediterraneo. Il merito della scoperta scientifica va ai lettori di Focus che l'hanno segnalata sul sito MeteoMeduse e ai ricercatori dell'Università del Salento che l'hanno esaminata.

Pelagia benovici, la nuova specie di medusa avvistata nel Meditrerraneo (Foto: cortesia Fabrizio Marcuzzo).

È stata battezzata Pelagia benovici la nuova specie di medusa mai vista prima nel Mediterraneo e apparsa nel Golfo di Venezia e in quello di Trieste da dicembre 2013 a marzo 2014. La notizia di questa “medusa aliena” si è diffusa in questi giorni con la pubblicazione dell'articolo scientifico che descrive formalmente la specie, ed è stata ripresa da molti giornali, compreso l'autorevole Guardian.

Grazie ai lettori ricercatori
Ma per noi la notizia ha un significato particolare: questa scoperta scientifica è stata fatta grazie ai lettori di Focus e al MeteoMeduse, la campagna di avvistamento di meduse da parte dei cittadini-scienziati lanciata da Focus nel 2009 in collaborazione con il suo ideatore, il biologo marino Ferdinando Boero e il suo team dell'Università del Salento e di CNR-ISMAR.

Avvistata, catturata e... spedita
Ma come è andata, precisamente? Racconta Boero: «Da anni i lettori di Focus mandano segnalazioni e foto di meduse a MeteoMeduse per monitorare le coste e le acque italiane. E così, lo scorso inverno, diversi cittadini, inclusi i pescatori, ci hanno mandato le foto di queste nuove meduse indicandoci che non erano descritte nel poster di MeteoMeduse (sempre online) che illustra le varie specie conosciute nel Mediterraneo. Così alcuni colleghi della zona le hanno catturate e ce le hanno inviate».


Occhio alla medusa!

Segnalateci le meduse online su meteomeduse.focus.it e anche dalle app per Androird e per iPhone.

Con un semplice click, aiuterete la ricerca scientifica. E quelli che vogliono stare alla larga dalle meduse. 

Così si dà il nome a una nuova specie
Le analisi genetiche e morfologiche fatte dal team di Boero e del collega Stefano Piraino, con il quale conduce diversi progetti scientifici che studiano le meduse (Ritmare, Med-Jellyrisk, Perseus, Vectors, Coconet), hanno confermato: era una medusa mai vista prima anche se simile a Pelagia noctiluca, quella violetta e urticante molto diffusa e temuta dai bagnanti. E l'hanno chiamata Pelagia benovici in onore di Adam Benovic, un esperto di meduse croato recentemente scomparso.

Invasione passeggera
Pelagia benovici potrebbe essere arrivata nel Mediterraneo e quindi nel Nord Adriatico viaggiando nelle acque di zavorra delle navi, soprattutto le petroliere.

Spiega Boero: «Queste specie aliene arrivano da altre regioni geografiche e, a volte, si stabiliscono in aree molto lontane dal luogo di provenienza. Spesso però queste invasioni sono passeggere, la specie non ce la fa a stabilirsi in località non abituali. Questo spiegherebbe come mai da marzo sono terminati i report di questa medusa aliena».

MeteoMeduse per bagnanti
Ora che la stagione balneare sta per cominciare, MeteoMeduse sta già ricevendo nuove segnalazioni di meduse, ma ne aspetta molte altre dai lettori-ricercatori: è il contributo indispensabile per il progetto di "citizen-science" di Focus e dell'Università del Salento che serve a monitorare la diffusione della meduse nel Mediterraneo, nonché a offrire un servizio di "mappa" delle meduse per i bagnanti.
 
Un'estate di Pelagia?

Difficile prevedere quali meduse vedremo quest'estate sulle nostre coste. «Su MeteoMeduse abbiamo ricevuto molte segnalazioni di banchi di Pelagia noctiluca già in primavera. Se la riproduzione andrà a buon fine, la Pelagia sarà numerosa soprattutto nel Mar Ligure, nel Tirreno, nello Ionio, dove le acque sono più profonde.
In questo periodo, invece, le spiagge si tingono di blu: stiamo ricevendo numerosi report di Velella velella, la barchetta di San Pietro, dal Tirreno, dal Mar Ligure e dallo Ionio. Ma previsioni certe su Pelagia non si possono mai fare: sarebbe come prevedere che tempo farà ad agosto», conclude Boero.

15 Maggio 2014 | Fabrizia Sacchetti
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