I cani più famosi della Storia
Il nuovo numero di Focus Storia Domande & Risposte ha raccolto la classifica dei quattro zampe più famosi della storia. E sì, manca Snoopy, perché è un personaggio letterario.
La vittoria dei fiori sul verde
150 milioni di anni fa un'esplosione di colori prese il posto dell'infinito verde sulla Terra: ecco perché hanno prevalso le piante con i fiori.
Le ossa fluorescenti dei camaleonti
Le creste ossee che affiorano dalla pelle di questi rettili si illuminano di luce blu quando esposte agli ultravioletti. Una forma di comunicazione inedita per i vertebrati terrestri.
La Cina c'è "un'Italia" di alberi nuovi
In 5 anni la Cina ha ricoperto di foresta un'area grande quanto l'Italia.
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Tartarughe marine: il global warming le fa femmine
Nella parte settentrionale della Grande Barriera Corallina, il 99% degli esemplari di Chelonia mydas è femmina. Colpa dei cambiamenti climatici: le alte temperature determinano un maggior numero di "fiocchi rosa".
La bomba demografica è ancora innescata?
Cinquant'anni fa, nel 1968, usciva un libro che ha fatto epoca: The Population Bomb, di Paul Ehrlich, che prospettava un futuro di catastrofi per il pianeta. Che ne è stato di quelle previsioni?
Sette nuove specie di ragni "famosi"
Scoperti in Brasile, sono stati battezzati in onore di altrettanti aracnidi famosi creati dall'immaginazione di Tolkien, Rowling, Lovecraft e altri.
Perché i pesci non si scontrano tra loro?
Anche quando sono migliaia di individui, sono guidati da organi sensoriali che li aiutano a mantenere un ordine preciso e strategico.
Storie di volatili: i neri e i nuovi
Ecco come i volatili più spettacolari creano il più elegante e profondo dei colori. E come si origina una nuova specie.
Rapaci piromani per cacciare
In Australia ci sono uccelli capaci di usare il fuoco come strumento per facilitare la caccia.
Titanoboa, il serpente gigante
Ha popolato la Terra dopo la scomparsa dei dinosauri: coi suoi 14 metri di lunghezza è il serpente più grande mai esistito.
Un paradosso della biodiversità
Risolta l'apparente contraddizione tra l'idea evolutiva della sopravvivenza del più forte e la variabile ecologica nota come "uccidi il vincitore".